Quando i nostri gatti pensano
che siamo delle scimmie impazzite

Tony Buffington è un veterinario dell’Ohio State University e ha recentemente raccontato che molti proprietari di gatti sono preoccupati per le difficoltà nei rapporti con i loro compagni felini. Il problema consiste nel fatto che in pochi sanno come ascoltarli. È inutile sgridarli quando stanno facendo qualcosa che non dovrebbero fare, come affilare le unghie nei tappeti e nel divano appena acquistato. Un gatto non è un cane e non lega la nostra reazione negativa con il suo comportamento. Questo si spiega con il fatto che i gatti si sono evoluti come cacciatori solitari e dunque non hanno avuto bisogno di leggere indizi sociali, specialmente quelli relativi al comportamento. Leggono i nostri rimproveri solo come aggressioni caotiche. Per il gatto, quindi, siamo solo dei folli primati che li attaccano senza una ragione, spiega il dottor Buffington. Non solo: incutiamo loro paura, li stressiamo e indeboliamo le loro difese immunitarie. I gatti si ammalano quando vogliono esprimere i loro comportamenti naturali e non possono farlo, perciò faranno di tutto per continuare ad affilare le unghie nei tappeti, ovviamente quando non possiamo vederli.

L’unico modo per fare capire a un gatto cosa non deve fare è modificare l’ambiente. Ad esempio, mettendo qualcosa che non gli piace nei punti in cui preferiamo non si avvicini, come strisce di carta d’alluminio. Oppure, meglio ancora, offrendogli modi alternativi per manifestare la sua “felinità”: un vaso di erba-gatta o un tiragraffi. Quando il gatto si comporta bene, è molto importante che riceva un premio, un bocconcino prelibato, oppure una coccola.

Il feng shui felino. Durante le poche ore della giornata in cui non sta dormendo, il gatto è un piccolo ammasso di energia che vuole muoversi per la casa il più armoniosamente possibile. Molto spesso però lo ostacoliamo, mettendo la ciotola con il cibo accanto al frigorifero e la lettiera accanto all’asciugatrice. Il frigorifero, però, ha il suono di un mostro borbottante che innervosisce i gatti mentre mangiano oppure vanno al bagno. Meglio porre ciotola e lettiera in luoghi tranquilli della casa, dove non si sente minacciato. I gatti, inoltre, amano i luoghi alti: sarebbe bene garantire loro l’accesso ai posti più elevati della casa, da dove possono tenere sotto controllo la situazione.

 

 

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Il loro problema siamo noi. Più dei rumori, però, i gatti sono soprattutto infastiditi dagli esseri umani che non riescono a trattenersi dal toccarli, prenderli in braccio e via dicendo. Il modo migliore per entrare nelle loro grazie è lasciare che sia il gatto a guidare l’interazione. Quando strofina una parte del corpo contro di voi, vuole dire che è in quel punto che vuole essere accarezzato. E attenzione: quando lo vedete felice e beato rotolarsi per terra mostrandovi la pancia, non vi sta invitando ad accarezzarlo. Vi sta dicendo, invece, che si fida di voi, tanto da lasciare scoperto il suo punto più vulnerabile. Un consiglio: non accarezzatelo mai alla base della coda, perché è un punto ricco di nervi e dareste l’impressione di fargli il solletico.

Il gatto e i suoi simili. Spingere il proprio gatto alla socializzazione con i suoi simili è l’errore più grossolano che potremmo fare. Un po’ come quando i genitori spingono i figli a fare amicizia con le persone “giuste”. Gli effetti, in entrambi i casi, sono deleteri. Se proprio vogliamo che il nostro felino abbia una cerchia di conoscenti, è essenziale seguire la giusta procedura: prima di tutto, dobbiamo farli sentire a loro agio, assicurandoci che abbiano mangiato ed espletato i loro bisogni fisiologici. Poi dobbiamo gradualmente abituarli all’odore degli altri gatti. A questo punto, possiamo fare le presentazioni ufficiali. Ma se ci accorgiamo che non c’è niente da fare, dobbiamo rassegnarci alla sconfitta e ritirarci con ordine. Uno dei nostri più grandi errori è pensare che i gatti vogliano avere intorno altri gatti. Sono creature solitarie, abituate a cacciare per conto loro.