La Brembo vola e si fa grande
È entrata nell’élite della Borsa

Se il 2015 è stato un anno da incorniciare, il 2016 sarà un anno da ricordare in casa Brembo. Il 2 gennaio 2017, infatti, l’azienda leader mondiale nella progettazione, sviluppo e produzione di sistemi frenanti e componentistica per auto, moto e veicoli industriali, ha festeggiato il suo ingresso nel Ftse/Mib, cioè quello che Il Sole 24 Ore definisce «il parterre de roi di Piazza Affari». Merito dell’ennesimo rialzo delle proprie azioni, arrivate a toccare quota 60 euro, e di un 2016 pazzesco in termini di numeri.

 

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L’eccellenza industriale bergamasca, sebbene rappresenti l’ultima arrivata nel Ftse/Mib, cioè il più significativo indice azionario della Borsa Italiana che racchiude le azioni delle quaranta società quotate maggiormente capitalizzate sui mercati, è già una delle realtà più brillanti di questo firmamento finanziario. Lo dicono i dati: solo nel 2016, la Brembo ha fatto segnare una crescita del 34 percento, a fronte invece di un andamento negativo del Ftse/Mib di 9 punti percentuali. In sostanza, mentre l’indice borsistico calava, la società controllata al 53 percento dalla famiglia Bombassei cresceva. Ed è così oramai da anni. Due anni fa, infatti, proprio a inizio anno la Brembo quotava 28 euro; se si considerano i 60 euro toccati il 2 gennaio 2017, il guadagno complessivo è stato del 114 percento in quarantotto mesi.

Numeri che lasciano a bocca aperta, ma che non sono certo una novità per chi è abituato a tenere sott’occhio gli indici borsistici. La Brembo, infatti, è da anni che corre a velocità incredibili. Nel 2012 superò per la prima volta la quotazione di 8 euro e l’anno scorso Il Sole 24 Ore sottolineava come la società con sede a Curno e punto di riferimento del Kilometro Rosso di Stezzano, in cinque anni, avesse prodotto utili per 371 milioni e il suo titolo avesse messo a segno in Borsa, con una progressione quasi lineare, la bellezza del 630 percento nello stesso periodo di tempo. A distanza di un anno e mezzo da quello studio, le statistiche in casa Brembo sono ulteriormente migliorate: negli ultimi cinque anni le performance borsistiche sono cresciute addirittura del 770 percento. Per essere più chiari: nel 2009, ovvero l’anno successivo al crollo dei mercati internazionali e che segnò l’inizio di una crisi interminabile, la Brembo quotava 2,24 euro, oggi 60 euro. Chi ha creduto in questa società, ha fatto l’affare della vita.

 

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[Andamento del titolo Brembo dal 2009 a oggi nel grafico de Il Sole 24 Ore]

 

Il Sole 24 Ore, che ha dedicato un articolo di elogio a quest’eccellenza italiana con sede nella nostra provincia, spiega che non c’è nessun particolare segreto dietro questa crescita costante, forte e incredibile, se non «un continuo miglioramento, anno su anno, dei fondamentali economici. Brembo anche nel 2106 ha visto salire ricavi, margini e utili a doppia cifra. È ormai una costante scritta nel suo Dna». Anche qua, sono i numeri a venirci in soccorso per rendere più chiaro il quadro: nel 2009 la società fatturava meno di 900 milioni di euro, nel 2016 invece ha sfiorato i 2,3 miliardi di euro. Parallelamente, i profitti netti sono cresciuti senza sosta: se nel 2009 gli utili prodotti valevano solo l’1,2 percento del fatturato, oggi siamo a quota 11 percento. E stando ai calcoli degli analisti, anche il 2017 sarà un anno d’oro per Brembo e i suoi azionisti, tant’è che oggi accaparrarsi qualche sua azione non è cosa per tutte le tasche. Prima o poi, come è fisiologico che sia, arriverà anche uno stop a questa crescita. Ma intanto la Brembo ha saputo costruirsi un’immagine vincente, forte, solida. In Borsa ma anche e soprattutto nel mondo.

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