Lettera di una madre su Nadia Toffa

Capita di rado di aprire la mattina un giornale e trovarsi a legger qualcosa che spalanca sulla giornata una luce imprevista. Questa mattina, venerdì 5 ottobre, però il piccolo miracolo è accaduto: sulla prima pagina di Repubblica è stata pubblicata una lettera di una mamma, Mariangela Tari, con un destino davvero duro.

Racconta di avere un figlio Bruno, sei anni, con il cancro. «Al cervello. Medulloblastoma si chiama. Un nome indegno di essere pronunciato. Era il mio unico figlio sano. Si. Ho una bimba più grande, Sofia, Sindrome di rett», scrive mamma Mariangela. Ha deciso di rendere pubblica la sua storia dopo aver seguito le polemiche sollevate da Nadia Toffa, la popolare conduttrice delle Iene pure lei colpita da un tumore. Presentando il suo libro Nadia Toffa si era lasciata scappare una frase che tanto ha fatto discutere. «Il cancro è un dono», aveva detto. Senza pensare di poter essere fraintesa. Così è accaduto che contro Toffa si siano scatenate polemiche sui social, con frasi anche ingiuriose.

 

 

Ora però mamma Mariangela dalla prima pagina di un quotidiano prende le difese di Nadia spiega nudo che quello lei ha detto è vero. O può essere vero.

«Perchè il CANCRO È UN DONO, avete letto», scrive con tanto di sottolineature maiuscole e con tono battagliero mamma Mariangela. «E questo vi ha fatto imbestialire. E a dirlo, poi, una sciacquetta famosa curata sicuramente in qualche clinica privata. Il sottotesto non vi interessa. La strada faticosa per arrivare a quella frase non vi interessa. Il lavoro messo in campo dal cervello per garantirsi una sopravvivenza non vi interessa».

Poi prosegue: «Il DONO non è il cancro, il dono non è una malattia propria o dei propri cari. Dio!!! Mi caverei gli occhi e mi butterei nel fuoco per salvare i miei bimbi. Il DONO è cogliere in mezzo alla bufera qualcosa che ne dia un senso.

Il mio DONO è stato comprendere fino in fondo che la vita è qui ed ora».

Mariangela racconta il dono di tanta solidarietà incontrata, della scoperta di un’umanità in persone insospettabili. «Ho avuto il DONO di scoprire la forza di mio marito, il suo amore. Ho avuto il DONO di scoprire la tenerezza di mia cognata, la determinazione di mia sorella, le lacrime di mio cognato. Ho avuto il DONO di sentire i nonni positivi, vicini, uniti», scrive. «Ho scoperto quanto vale un amico vero. Ho aggiunto sorelle e fratelli al mio percorso. E ho scoperto che il cielo è meraviglioso dopo una giornata di inferno. Potrei continuare la lista dei miei doni. Così come potrei elencarvi tutti i punti del mio corpo in cui sento il dolore per i miei bimbi».

Mariangela non ha voluto neanche nascondere il proprio volto e al giornale ha mandato anche una foto di lei con i figli, quasi a voler dimostrare che nessuno ci può togliere il diritto a vivere momenti di felicità anche nelle condizioni più dure. E alla fine conclude così: «Ho passato gli anni più belli della mia vita, e di quella dei miei figli, in un ospedale. Ho perso tutto. Non ho niente. Lasciatemi, vi prego, l’illusione di aver avuto in cambio almeno alcuni Doni. Lasciate me e Nadia in questa illusione. Vi prego, non ricordateci che, forse, il peggio deve ancora venire. Perderemmo le forze. Perderemmo la battaglia».

Grazie mamma Mariangela

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