La nuova Primavera è più forte
di quella che ha vinto il tricolore

L’Atalanta Primavera che si presenta ai nastri di partenza della stagione 2019-2020 con l’obiettivo di riscrivere la storia è addirittura più forte di quella che lo scorso anno ha conquistato lo scudetto ed è arrivata in semifinale di Coppa Italia. Anno dopo anno, la società di Antonio Percassi sta crescendo sotto tutti i punti di vista. Oltre all’exploit della prima squadra, anche a livello di settore giovanile la Dea sta migliorando. I dirigenti stanno curando con attenzione quello che, da sempre, è stato il gioiello più brillante della famiglia Percassi: il vivaio. La vittoria del tricolore con l’Under 19 non è stato un caso, ma il frutto di un progetto portato avanti nel tempo con investimenti importanti. Le strutture messe a disposizione delle giovani promesse sono di qualità e i talenti di proprietà orobica crescono senza pressioni in quel di Zingonia.

 

[Mister Massimo Brambilla (foto atalanta.it)]

 

Concentrandoci sulla Primavera, la convinzione è che la rosa di Brambilla abbia addirittura più colpi in canna di quella Campione d’Italia. Analizzando reparto per reparto la corazzata bergamasca, ci si accorge di come il tecnico possa scegliere tra numerose alternative senza abbassare la qualità in campo. Partiamo dalla porta, dove il fuoriquota nato nel ‘00 Ndiaye parte avanti nelle gerarchie solamente per una questione anagrafica e di esperienza, lasciandosi alle spalle Gelmi (’01). Il ballottaggio resta vivo a causa della possibilità di schierare contemporaneamente solo cinque ragazzi più grandi: avendone sei, Brambilla dovrà escluderne a turno almeno uno. In caso di necessità verrà chiamato in causa uno tra Nozza Bielli e il nuovo arrivato Dajcar. Senza la sicurezza trasmessa da Carnesecchi (passato in prestito al Trapani), l’Atalanta potrebbe risentirne, anche se le prestazioni offerte nella semifinale e nella finale Scudetto dal senegalese sono state buone.

Passando al reparto arretrato, si può certamente affermare che è migliorato nonostante la perdita di un terzino come Zortea. Tre quarti della linea difensiva non è cambiata e quindi può sfruttare il fatto di conoscersi alla perfezione. A sinistra già lo scorso anno ha giocato Brogni e anche in questa stagione sarà il titolare inamovibile, con il classe ’02 Ruggeri pronto a dargli il cambio. Al centro non è cambiato praticamente nulla, con Okoli che sarà il perno e il…

 

Articolo completo a pagina 17 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 5 settembre. In versione digitale, qui.

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