La nuova sfida del Papa Giovanni
per combattere il tumore al seno

«Siamo solo uomini che aiutano altri uomini»: è questo il motto della Onlus Cancro Primo Aiuto, nata nel 1995 in memoria del senatore Walter Fontana. L’Associazione non ha scopo di lucro e propone iniziative nel campo dell’assistenza socio-sanitaria a favore degli ammalati di cancro e dei loro familiari. Ora, però, Cancro Primo Aiuto ha bisogno del supporto di tutti. L’Associazione, infatti, intende promuovere una raccolta fondi per aggiornare la tecnologia per l’acceleratore lineare per la radioterapia intraoperatoria (IORT) svolta all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. E per farlo ha intenzione di coinvolgere enti, associazioni, imprese, media e cittadini bergamaschi sensibilizzandoli su questa tematica.

 

radioterapia intraoperatoria

 

Che cos’è la radioterapia intra-operatoria (IORT). Innanzitutto è fondamentale comprendere di che cosa si sta parlando quando si parla di radioterapia intra-operatoria. Questo particolare tipo di cura consiste nella somministrazione in singole frazioni di una dose elevata di radiazioni al tumore o al letto tumorale, esposto chirurgicamente, al momento dell’intervento chirurgico e ha lo scopo di distruggere eventuali microscopici residui tumorali nella mammella. La procedura viene eseguita grazie a un acceleratore di elettroni portatile che emette radiazioni e che può essere posizionato all’interno della sala operatoria. La IORT è utilizzata presso il Presidio Ospedaliero Papa Giovanni XXIII sin dal 2006 per trattare il tumore mammario delle donne in menopausa, adeguatamente selezionate secondo protocollo, e dal 2012, grazie a un nuovo protocollo, l’utilizzo è stato esteso anche a donne di età inferiore a 48 anni.

I vantaggi di questo metodo. Come spiegano gli esperti della Cancro Primo Aiuto, i vantaggi della radioterapia intra-operatoria sono molti e attinenti a diversi settori:

  • Radiobiologici: l’eliminazione del tempo di attesa tra chirurgia e inizio della radioterapia (da 7/8 settimane) e tra chirurgia e chemioterapia (a 20/24 settimane) durante la quale si attua lo sviluppo e la nuova crescita di cellule tumorali.
  • Fisici-tecnici: l’eliminazione della imprecisione di localizzazione topografica e una distribuzione omogenea di dose nella zona tumorale aumentando l’efficacia del trattamento radioterapico.
  • Clinici: una migliore integrazione della radioterapia con farmaci adiuvanti, psicologici; la possibilità da parte della donna di evitare completamente o in parte il trattamento radiante a fasce esterni; diminuisce lo stress legato alle terapie.
  • Socio-economici: l’abbreviazione o la riduzione del ciclo di radioterapia adiuvante standard ha un notevole impatto sui costi e sull’impegno globale sia della paziente che del centro di radioterapia ospedaliero.

 

 

Il Papa Giovanni, un’eccellenza. Il cancro alla mammella rappresenta il 28 percento dei tumori che colpiscono le donne nella sola provincia di Bergamo, con circa 820 nuovi casi ogni anno. Il Papa Giovanni, con la propria Breast Unit guidata dal dottor Privato Fenaroli, si fa carico ogni anno di oltre 500 interventi chirurgici per tumori maligni della mammella, prima struttura per casi trattati in provincia di Bergamo (il 48 percento del totale) e quarta in Regione dopo IEO, Istituto nazionale dei Tumori e Humanitas, quindi prima fra le strutture pubbliche. Vengono trattate con la IORT circa 100 pazienti, che possono così evitare di doversi recare in ospedale per le sedute di radioterapia dopo l’intervento chirurgico di asportazione del tumore mammario, con conseguente risparmio di tempo e minori disagi sociali e psicologici in un momento particolarmente delicato della loro vita; inoltre, si liberano delle sedute di radioterapia che possono essere utilizzate per altri pazienti.

Un viaggio in compagnia. L’attuale apparecchiatura utilizzata per la IORT è stata acquisita nel febbraio 2006 ed è stata costantemente utilizzata nel corso degli anni, comportando quindi un decadimento delle componenti elettroniche che la costituiscono. Perché gli interventi al Papa Giovanni possano avere la massima efficacia è necessario, quindi, o acquistare una nuova macchina (il che comporterebbe una spesa di oltre 1,3 milioni di euro) oppure aggiornare la tecnologia di quella in uso. Tecnici e operatori dell’ospedale propendono per questa seconda soluzione che, oltre ad avere un costo nettamente inferiore (500mila euro), garantisce diversi vantaggi: la continuità del servizio, senza fermi macchina che possano impedire la somministrazione del trattamento alle donne selezionate; la possibilità di avere un acceleratore di elettroni con energie maggiori consentendo di migliorare la performance attualmente raggiunta e di trattare con maggiore efficacia i target tumorali più spessi; il trattamento anche di altre forme tumorali (prostata e altre forme radio resistenti, quali il tumore al pancreas). Compagni di viaggio di questa iniziativa saranno enti, privati e fondazioni bergamasche che da sempre hanno dimostrato grande sensibilità e generosità nei confronti dell’ospedale.

 

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La Onlus Cancro Primo Aiuto. Sostenuta da oltre un centinaio di sponsor, tra enti pubblici, associazioni imprenditoriali e soprattutto aziende private, la Onlus Cancro Primo Aiuto estende la sua azione nell’ambito territoriale della Lombardia, in particolare nelle oltre 50 strutture ospedaliero-sanitarie in cui si è consolidata una collaborazione, distribuite nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. Nel corso del 2015 hanno avuto rapporti con l’associazione oltre 25mila pazienti per un totale di circa 50mila prestazioni. Sono una quarantina i collaboratori sostenuti economicamente dalla Onlus e un centinaio i medici volontari collegati a Cancro Primo Aiuto, sempre a disposizione gratuita per i malati e le loro famiglie.

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