La raccolta del Sermig a Bonate
Fare del bene, nessuno escluso

Sabato 4 marzo a Bonate Sopra duecento persone si sono trovate per una raccolta di aiuti umanitari. Divisi in gruppi, i partecipanti hanno bussato a tutte le porte del paese per raccogliere prodotti alimentari, igienici e di cancelleria. La pioggia non li ha fermati, anzi: «Mi sono stupita dell’aumento continuo del numero di partecipanti nonostante il brutto tempo: vuol dire che tanti ragazzi avevano davvero voglia di dare una mano», racconta Marta, una delle organizzatrici.

Il gruppo Sermig. Il materiale ricevuto è stato poi smistato, inscatolato ed etichettato. Le attività si sono svolte nell’ex-scuola elementare del paese, sede del gruppo Sermig (Servizio Missionario Giovani) di Bonate, promotore dell’iniziativa. Il gruppo è composto da circa trenta ragazzi di età compresa tra i sedici e i trent’anni, che hanno deciso di unirsi per portare Bergamo una realtà di cui sono innamorati, quella dell’Arsenale della Pace di Torino, dove il primo gruppo Sermig è stato fondato da Ernesto Olivero. Molti dei partecipanti alla raccolta hanno conosciuto il Sermig nelle proprie scuole o nei propri oratori: da settembre il gruppo di Bonate ha incontrato più di 1960 giovani nella provincia di Bergamo. A loro si sono aggiunti ragazzi e famiglie provenienti da Vicenza, Lodi, Milano, Mori, Brescia.

 

 

Fare del bene, nessuno escluso. Sabato ogni persona presente aveva un compito preciso: c’era chi divideva il materiale raccolto per genere e data di scadenza; c’era chi inscatolava i prodotti, chi incollava le etichette, chi aggiornava l’inventario e chi preparava la merenda per tutti i volontari. Nessuno escluso: le stampelle, una carrozzina o i pancioni delle mamme incinte non hanno impedito la partecipazione. E così, «ognuno di noi ha fatto un pezzetto, regalato parte del suo tempo e contribuito con le proprie capacità. Alla fine abbiamo ripulito tutti gli spazi utilizzati, come è giusto che sia», spiega Steven, uno dei ragazzi del gruppo. Chiara invece racconta: «Una cosa davvero bella è che abbiamo coperto un’ampia fascia di età: era presente un bimbo di due mesi così come un signore di sessant’anni. Abbiamo lavorato insieme, senza che nessuno prevalesse sull’altro». Una vera collaborazione tra generazioni innescata dalla voglia di fare del bene.

 

 

L’incontro di Padova. La raccolta di aiuti è stata una delle tappe verso un evento importante per il Sermig: il 13 maggio a Padova si svolgerà il quinto Appuntamento Mondiale dei Giovani della Pace, dal titolo L’odio non ci fermerà, ripartiamo dall’Amore. Una giornata che radunerà decine di migliaia di giovani, e meno giovani, da tutto il mondo, con un obiettivo preciso: farsi ascoltare. A tal proposito Lucia e Shaquille, ragazzi del gruppo Sermig, spiegano: «Oggi [alla raccolta] eravamo in duecento ma ognuno agiva in prima persona: lo stesso accadrà a Padova, ognuno si prenderà un impegno da portare avanti nel suo piccolo». A Padova sono invitati i responsabili delle Istituzioni, della politica, delle religioni, dell’economia: non parleranno ma ascolteranno i giovani e le loro proposte e richieste per un cambiamento nella società.

 

 

A chi va il materiale raccolto. Il materiale raccolto sabato avrà due destinazioni: la maggior parte verrà portata proprio a Padova insieme ad altro materiale proveniente da tutta Italia, e da lì verrà spedita in Italia e nel mondo in base alle esigenze e ai progetti del Sermig di Torino. Il resto dei prodotti ricevuti verrà inviato all’Arsenale dell’Accoglienza di Borghetto Lodigiano, una comunità di famiglie che vive con la porta aperta, offrendo accoglienza ai bambini che hanno bisogno.

Il pomeriggio di sabato è stato allora una bella boccata di speranza, che si può riassumere nelle parole di Massimo, uno dei partecipanti: «È davvero commovente vedere che tanti giovani credono in un mondo fatto di solidarietà, che mettono il proprio entusiasmo per ideali alti». La cosa forse più sorprendente è constatare come lo facciano con azioni concrete e coerenti, silenziosamente.

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