La ricetta del tiramisù al mojito
di Sara, campionessa mondiale

C’è la severa evoluzione della specie concepita da Darwin nelle lontane Galápagos e c’è l’evoluzione, decisamente più amena, del tiramisù maturata nel contesto più local di Paladina. Per questo occorre ringraziare la fantasia pasticcera di Sara Arrigoni, una giovane insegnante di terza elementare all’Imiberg di Bergamo. Il suo dolce a strati le è valso il primo premio alla “Tiramisù World Cup 2019”, una competizione ipercalorica tra non professionisti (oltre seicento partecipanti) lanciata nel 2017 a Treviso.

 

 

Una bella soddisfazione?

«Direi proprio di sì. Ho vinto con un tiramisù al mojito partecipando in zona Cesarini (si erano liberati alcuni posti) alla sezione “ricetta creativa” della manifestazione».

Ricetta creativa?

«Certo, perché accanto alla sezione “ricetta originale” del tiramisù ce n’è una dove è possibile sperimentare attenendosi però a regole ben precise dalle quali non si sgarra».

In che modo?

«Semplicemente sostituendo due dei sei ingredienti obbligatori (mascarpone, uova, caffè, cacao, zucchero e biscotto). Per esempio, i tradizionali savoiardi possono essere sostituiti con altri biscotti o pan di spagna, e lo zucchero con altri dolcificanti. Inoltre, è permessa l’aggiunta di altri tre ingredienti (non di più), a discrezione del concorrente».

E lei cosa si è inventata di nuovo da far impazzire i giudici?

«Menta, lime e aroma al rum. Allo zucchero normale ho preferito quello di canna».

Perché l’aroma al rum e non del vero rum?

«Le regole della competizione non prevedono l’uso di alcol».

Come è nata la ricetta?

«Casualmente, sperimentando in cucina con gli ingredienti più diversi, persino il parmigiano reggiano. Avrò preparato migliaia di dolci. Ho cominciato da…

 

Articolo completo a pagina 12 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 novembre. In versione digitale, qui.

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