La rinascita di Ponte San Pietro

Il periodo di decadenza commerciale ed economica che ha attanagliato Ponte San Pietro a partire dalla metà degli anni Novanta pare ormai un retaggio del passato. «Abbiamo risvegliato la città», conferma soddisfatto il sindaco Marzio Zirafa che da due anni sta guidando con determinazione questa realtà di quasi dodicimila anime che si affaccia sul fiume Brembo. L’impressione generale è che il successore di Valerio Achille Baraldi abbia portato una ventata di ottimismo. Oggi il paese è riuscito a scrollarsi di dosso quella fastidiosa nomea di paese fantasma abitato solo da anziani e stranieri, riconquistandosi a pieno titolo il ruolo di capitale dell’Isola. Questo nonostante Ponte San Pietro non faccia ormai più parte, almeno sulla carta, della Comunità dell’Isola Bergamasca. Un paradosso che risale al 2015, quando il Comune, insieme ad altri quattro paesi a guida leghista, aveva deciso di uscire dal Cib, associazione nata proprio a Ponte per affrontare tematiche di tipo economico, sociale e culturale: «Ormai è un ente inutile, bisognava dare una svolta – spiega Zirafa –. Abbiamo invece deciso di puntare su Promoisola, che ha sede a Ponte San Pietro ed è il fulcro organizzativo di tutte le nostre principali manifestazioni».

 

[Marzio Zirafa, sindaco di Ponte San Pietro]

 

Il paese ultimamente sta vivendo un periodo di grande vivacità con tante iniziative. Quali sono le principali?
«Migliaia di persone, con rinnovato senso di comunità, stanno apprezzando gli eventi di questi mesi come “Un fiume d’arte” che ha preso vita lo scorso fine settimana, la mostra Vanni Rossi, “Ponte in fiore”, Fanfara dei bersaglieri, Ponteatro, Notti bianche, Napoli pizza fest, Street food, la rassegna dialettale. A ottobre ci sarà poi Cioccolandia. Sono tutte iniziative che permettono ai cittadini di tornare a vivere il territorio insieme».

Ma è vero che Ponte è un paese anziano?
«C’è un’alta percentuale di anziani. Questo perché abbiamo la densità di popolazione più alta dopo Bergamo e non c’è spazio per nuove case, quindi non c’è ricambio generazionale».

Locate invece è una frazione in forte crescita…
«A differenza di Ponte, a Locate sono previsti progetti per l’insediamento di nuovi edifici quindi ci aspettiamo l’arrivo di nuove famiglie. Crescono i matrimoni e battesimi e l’anno scorso abbiamo ampliato la scuola della frazione con un progetto da 460 mila euro. Nel nostro primo anno di mandato avevamo infatti l’obiettivo di adeguare la dotazione di aule e spazi proprio per venire incontro alla crescente popolazione scolastica di Locate. Per noi la scuola è una priorità. Il 5 ottobre verrà approvato il nuovo Piano di diritto allo studio. Anche il quartiere di Briolo ha una popolazione abbastanza giovane».

Come mai ci sono così tanti stranieri a Ponte San Pietro?
«Il 17 per cento della popolazione residente è straniera per via della stazione e con il raddoppio della linea ferroviaria Ponte San Pietro-Bergamo- Montello ne arriveranno ancora di più».

I residenti si lamentano?
«In generale no. A creare problemi sono più che altro gli extracomunitari irregolari, gli….

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 31 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 ottobre. In versione digitale, qui.

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