La start-up tutta made in Mozzo
che rende i paesi centri commerciali

Amici da una vita, Antonio e Stefano, due mozzesi doc, decidono di fondare una start-up per valorizzare le attività del territorio bergamasco. «Il settore del commercio è in continua evoluzione. Prima i supermarket, poi i centri commerciali, hanno messo in difficoltà il concetto del negozio di vicinato con tutto il suo valore e contenuto di servizio al cliente, di cui conoscevano vita morte e miracoli. Oggi viviamo la trasformazione del concetto di commercio che gli e-commerce hanno portato: vedo un paio di scarpe, le provo e poi le ordino su internet a un prezzo a volte molto concorrenziale. Questo vuol dire che anche i centri commerciali sono destinati a una rapida trasformazione. È qui che ritorna in campo il negozio di vicinato con nuovi concetti e possibilità per il futuro».

Antonio Cortinovis, classe 1980, ha una formazione tecnica e successivamente un percorso universitario economico, con esperienza nella gestione di progetti internazionali. Stefano Rendini, classe 1984, formazione tecnico commerciale, si occupa di consulenza nel campo della comunicazione e delle tecnologie dedicate al segmento professionale. «Da sempre complementari e allineati, volevamo dare un senso compiuto alle nostre specificità, chi di analisi e chi di commercio, per creare qualcosa per il nostro territorio, per restituire quello che ci ha dato in termini di valori e ricchezza». Con queste premesse Antonio e Stefano, dopo analisi e studi di mercato, sono partiti con quest’avventura: RingTown. «Se tante attività commerciali chiudono, tante nuove aprono, e sono soprattutto i giovani a crederci. Ma non hanno la possibilità di farsi conoscere se non con investimenti pubblicitari e di marketing importanti; la qualità del prodotto-servizio e il passaparola a volte non bastano». L’obiettivo della piattaforma RingTown e quello di dar vita a un portale verticalizzato che valorizzi le specificità. Le attività commerciali non sono clienti, ma partner del progetto per crescere. «Il nostro obiettivo è far tornare la cultura del cliente, far crescere le eccellenze del territorio sfruttando la tecnologia per attirare i clienti nell’esercizio. Aumentando la visibilità dell’attività commerciale unitamente a un trattamento economico privilegiato, si aumenta l’affluenza al negozio, dove la qualità e la professionalità fanno il resto».

La start-up è stata fondata all’inizio del 2018 e dopo un attento sviluppo della piattaforma informatica, dal mese di febbraio di quest’anno è online. «Abbiamo studiato il territorio, gli strumenti promozionali online e abbiamo messo a punto una card virtuale, acquistabile direttamente sulla nostra piattaforma www.ringtown.it, con un adeguato sistema anti-contraffazione, che consente di ottenere una scontistica che supera il costo unitario di acquisto della card. Consente la fidelizzazione del cliente. Non abbiamo scelto la strada del cash-back e non abbiamo nessuna provvigione sulle vendite. Crediamo in una continua proposta di offerte in termini di novità e di promozioni. Il partner che vedrà crescere la clientela sarà il primo a chiamarci per rinnovare il contratto l’anno successivo. In pochi mesi abbiamo già avuto la fiducia di più di cinquanta partner commerciali. Il servizio per le attività convenzionate viene proposto a un costo simbolico, perché vogliamo dare la possibilità a tutte le realtà territoriali di aderire al progetto. Più risorse più investimenti».

Nel frattempo, un’amica del duo esperta di marketing, dopo aver visto il progetto ha chiesto di collaborare nel team che già coinvolge un grafico e un web designer. «Consapevoli delle possibilità e dei valori offerti dal nostro territorio, desideriamo rendere la città più fruibile e alla portata di tutti. Vorremmo smaterializzare il concetto di centro commerciale perché il centro commerciale è la tua città o il tuo paese. Anche se durante le nostre survey commerciali abbiamo incontrato un commerciante che ci ha risposto: “Non sono interessato al vostro progetto perché dovrei acquistare più merce, fare più magazzino e poi assumere più personale”. Certo commercio si lamenta, ma non vuol evolvere».

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