La tenera storia di Jack e Phyllis
Un amore che rinasce ogni giorno

Era il 2004 quando un simpatico Adam Sandler e una lunatica Drew Barrymore interpretavano la pellicola 50 volte il primo bacio. Il film, diretto da Peter Segal, racconta di un veterinario rubacuori delle Hawaii, Henry, e del suo incontro con la bella e strampalata Lucy, un’insegnate d’arte del posto. Henry si innamora di Lucy ma, una volta riuscito a conquistarla, scopre che lei il giorno dopo si è già dimenticata di lui. Viene a sapere dai parenti che, a seguito di un grave incidente, la ragazza soffre di un disturbo cerebrale che le impedisce di ricordare i fatti recenti. Il padre ogni mattina fa rivivere a Lucy il giorno prima dell’incidente, ovvero quello del suo compleanno. Henry non si dà per vinto e, con degli escamotage comici e particolari, riesce a sposare Lucy, ri-iniziando tutti i giorni una vita assieme a lei.

 

 

A 11 anni di distanza dall’uscita nelle sale di questo simpatico film, arriva da Rochester, città di oltre 200mila abitanti dello stato di New York, una storia straordinaria, che non si può dire abbia “copiato” il film del duo Sandler-Barrymore solo per il semplice fatto che questa storia è assolutamente vera.

 

 

La coppia americana. Il 4 ottobre 1941 si è in piena Seconda Guerra Mondiale, ma gli Stati Uniti, non avendo ancora subito l’attacco aereo nipponico a Pearl Harbour, ne sono toccati in maniera limitata. Quel giorno, un ragazzo e una ragazza di 17 anni si incontrano a una festa di ballo e danzano assieme: non sanno ancora che quello sarà l’inizio della loro storia d’amore. Jack e Phyllis iniziano a frequentarsi e il 20 febbraio 1943, in pieno conflitto, decidono di sposarsi. Di quei giorni d’amore, di quei due anni di passione e sogni, sappiamo tutto. Il merito è di Jack, che ha ereditato dal padre l’abitudine di appuntarsi tutto quello che gli accade di particolarmente significativo su un diario (dopo la sera del primo ballo scrisse: «È stato un pomeriggio fantastico. Ho ballato con una ragazza meravigliosa. Spero di rivederti»). E così ha fatto dal 1938, quando il padre gli donò a Natale proprio il suo diario personale, fino a 91 anni. Un’abitudine che si rivelerà importantissima nella sua storia d’amore con Phyllis.

 

jack e phyllis matrimonio

 

La malattia della moglie. Nel 2008, infatti, Phyllis Potter inizia a soffrire di una lieve forma di demenza senile che col tempo, però, si aggrava sempre più, tanto da convincere il marito a farla curare in un centro specifico. Jack soffre nel vedere che il male porti la sua amata, in alcune occasioni, addirittura a non riconoscerlo. Ed è così che trova nei suoi vecchi e meticolosi diari degli alleati eccezionali. Da 7 anni a questa parte, infatti, Jack Potter tutti i giorni si reca nella casa di cura a trovare la moglie e, dopo essersi sistemati su un comodo divano, iniziano assieme a sfogliare i diari che raccontano la storia della loro vita. Racconti, dialoghi di conversazioni avute, documenti importanti e fotografie degli amici sono di aiuto per Jack, mentre racconta a Phyllis quella vita passata assieme per 70 anni e della quale lei ora sembra essersi dimenticata.

 

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Ogni giorno Jack e Phyllis rivivono la loro storia d’amore come se fosse il primo. Jack aiuta Phyllis a ricordarsi di lui, del loro amore, delle loro gioie e delle loro sofferenze, sempre condivise. Nell’oggi rivivono lo ieri e si abbandonano dolcemente al domani. Sarà per questo, forse, che nei diari di Jack c’è una frase che ritorna sempre, una frase che stimola a scommettere sul presente ed è anche il ritornello del grande successo di Doris Day: «Que sera, sera, whatever will be, will be». Quel che sarà, sarà, non ci è concesso di conoscere il futuro.

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