Se la Treviolo-Paladina riparte
si deve ringraziare Gafforelli & Co.

In ballo dal 2012, il cantiere del tratto Treviolo-Paladina della Dalmine-Villa d’Almè da riqualificare sembrava ormai diventato un dramma. Una di quelle storie tristi del nostro Paese, storie di rinvii, di lavori a rilento, di progetti riprogettati, di varianti, di soldi da spillare all’ente pubblico. L’ultimo colpo di scena era arrivato nei mesi scorsi quando la Vitali Spa, nuova società incaricata delle opere, ha chiesto un ulteriore finanziamento per portare avanti i lavori: la bellezza di ventuno milioni di euro. Praticamente il doppio di quanto stanziato. Bum!

 

[Il presidente Gafforelli in Consiglio provinciale]

 

Il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, è saltato sulla seggiola, anzi, sulla poltrona. Ha sicuramente pensato, in prima battuta: e io dove vado a prendere altri ventuno milioni di euro? Siamo un’amministrazione provinciale, non la Regione. Siamo poveri. In seconda battuta si è detto: ma possibile che i lavori previsti siano a tal punto più onerosi di quanto si era ipotizzato nel progetto? Possibile non trovare una soluzione? E alla fine Gafforelli ha messo le cose in chiaro: «O si trova un accordo, o porto i libri in Procura». Lo ha raccontato lunedì scorso in Consiglio provinciale. Perché una simile richiesta? Perché il contratto firmato nel 2012 dalla Provincia con la ditta Fabiani (poi assorbita dalla Vitali) prevedeva una serie di «riserve», cioè di possibili rincari quando dal progetto definitivo si fosse passati alla prova dei fatti. E la Vitali ha detto che, alla prova dei fatti, i ventidue milioni e ottocentomila euro stanziati non bastavano proprio per niente, ne servivano praticamente il doppio. Ma Gafforelli ha risposto picche.

Insomma, una politica realistica ed energica. Che alla fine l’ha spuntata: l’accordo tra Vitali Spa e Provincia è stato approvato lunedì nel tardo pomeriggio dal Consiglio dell’Amministrazione provinciale. Il nuovo documento parla di un aumento di spesa di solo un milione e quattrocentomila euro. Altri tre milioni e 150 mila euro arriveranno da risparmi, da soluzioni sempre valide, ma meno onerose. Un esempio? La galleria artificiale che era prevista al rondò che porta alle Cornelle e al ponte di Briolo. Il passaggio in origine partiva prima del…

 

Articolo completo a pagina 4 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 8 agosto. In versione digitale, qui.

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