Sopra Reggio, il cielo è nerazzurro! Vittoria e storia

Secondo tempo

Si riparte da dove ci si era fermati: pressing alto dell’Atalanta e Lione costretto a rincorrere. Fino a questo momento, una delle migliori prestazioni della stagione dei nostri. Squillo francese al 55′, quando Fekir si conquista una punizione dai 25 metri ma calcia poi il pallone alle stelle. Due minuti dopo, il Papu fa impazzire lo stadio e manda ai matti la difesa del Lione, dribblando più volte Rafael e Marcelo e costringendoli al fallo. Che giocatore! Il Lione però sta giocando in maniera più intelligente: fa girare meglio il pallone e costringe Gomez e Ilicic a molti ripiegamenti offensivi. I francesi, com’è logico, ora stanno pressando molto di più. Ma l’Atalanta non soffre. La risposta nerazzurra arriva al 64′, con Ilicic che opta per l’azione personale, lascia lì due avversari e scarica il sinistro. Alto purtroppo. Peccato. Intanto Genesio, dopo aver messo in campo il classe 2001 Geubbels, al 68′ toglie Depay (mai pericoloso) e inserisce il talentuosissimo 19enne Aouar. Al 73′, Ndombele ci prova dalla grande distanza, ma Berisha blocca. Gasp si copre togliendo l’uomo che sta decidendo la partita, Petagna e inserendo Kurtic, optando così per uno schieramento senza riferimenti offensivi fissi. Il Lione però gioca bene e sugli sviluppi di un corner mette in difficoltà la retroguardia atalantina, costretta a libera quasi sulla linea di porta. Al 78′ Fekir ci prova ancora da fuori, il portiere nerazzurro blocca in due tempi. Una furia Gasp in panchina, che ha mandato a scaldarsi Cornelius. Si pensava dovesse entrare il danese, invece il tecnico cambia idea e alla fine, dopo aver pensato a de Roon, decide di mettere dentro Palomino, ovvero centimetri e grinta, per i minuti finali al posto di Ilicic. L’olandese numero 15, però, entra comunque all’87’ al posto di un ottimo Cristante. Al 90′ l’arbitro assegna tre minuti di recupero e, proprio mentre il Lione si conquista una punizione pericolosa, partono i fuochi d’artificio e i quindicimila nerazzurri allo stadio fanno andare le loro bandierine. Sul calcio piazzato, però, un meraviglioso esterno sinistro di Fekir si infrange sul palo. Brivido finale, ma l’Atalanta ha scritto la storia.

Primo tempo

Pronti, via: il Lione è vicinissimo al vantaggio dopo appena 3′ minuti di gioco, con Diaz che si avventa su un bel cross di Mendy ma si trova la strada sbarrata prima da un difensore nerazzurro e poi da un prodigioso Berisha, che con l’aiuto di Masiello blocca la sfera. Ribaltamento di fronte ed è Cristante a mangiarsi il gol: bravissimo come sempre il Papu sulla sinistra a rientrare e crossare, ma il 4 nerazzurro, solissimo, di testa manda incredibilmente fuori. Pazzesco avvio di match in una bolgia nerazzurra. Dopo una fase di attesa, ecco il gol che sblocca il risultato: Spinazzola affonda a sinistra e mette sul palo lontano un pallone invitante per Hateboer, che cicca e alza un campanile che va a finire lì dove c’è Petagna, che fa a spintoni e, a pochi centimetri dalla linea di porta, riesce a spingere la palle in rete praticamente di orecchio. Atalanta avanti! Chi si aspetta la reazione dei francesi, resta deluso: finora la Dea controlla meravigliosamente il gioco, con un Petagna sublime davanti, che si prende falli e tiene alta la squadra. La corsia di sinistra nerazzurra, con Spinazzola, Freuler e Gomez, è quella dei tempi migliori e continua a mettere in difficoltà la retroguardia del Lione, in costante rincorsa. Gli attaccanti del Lione esterni, ovvero Cornet e Depay, sono costretti costantemente al ripiegamento difensivo e, a parte quel lampo a inizio match, i francesi non si sono mai resi pericolosi. Non succede più nulla in questo primo tempo, con l’Atalanta che controlla senza mai rischiare. Unica annotazione: l’infortunio del francese Cornet, che al 45′ lascia il campo per Geubbels.

 

 

Formazioni ufficiali

Con la storia già in tasca, l’Atalanta ospita il Lione in una sfida dal sapore di vertice. In palio in quel di Reggio Emilia, davanti a circa quindicimila persona (quasi tutte nerazzurre), c’è il primato del Girone E, che vorrebbe dire un sedicesimo di finale un pochino più soft. Gasperini non vuole cali di tensione, anzi, ha detto di vedere la sfida coi francesi come un bel test per i difficili match dentro o fuori dei prossimi turni. E per questo ha deciso di puntare, a sorpresa, sul tridente di classe composto dal Papu Gomez, recuperato dopo il pestone preso nella sfida con il Torino, Ilicic e Petagna. Sta in panchina de Roon. Ma ecco le formazioni ufficiali:

Atalanta (3-4-3): Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Hateboer, Cristante, Freuler, Spinazzola; Ilicic, Petagna, Gomez. All.: Gasperini.

Lione (4-2-3-1): Lopes; Rafael, Marcelo, Diakhaby, Mendy; Ferri, Ndombele; Cornet, Fekir, Depay; Diaz. All.: Genesio.

 

 

Conferenza stampa pre-partita

Il grande obiettivo è già centrato, ma la storia è lì, soltanto a un passo. Anzi, a un punto, a patto di non prendere più di un gol. Atalanta-Lione è la sfida tra le due formazioni in testa al Girone E di Europa League. Entrambe già qualificate, le formazioni si giocano in quella che, al campetto con gli amici, definiremmo la “bella” il passaggio ai sedicesimi da prima. Una sfida secca che, secondo Gasperini, «sarà un ottimo test in vista del prossimo turno, partite che non siamo abituati a giocarci».

Il tecnico piemontese ha parlato a Reggio Emilia nella giornata pre Atalanta-Lione. E non ha dubbi: lui si vuole prendere tutto. Per questo punterà sulla formazione migliore a sua disposizione: «Niente turnover, è una partita molto importante. Non siamo abituati a giocare queste gare e dobbiamo provarci». Anche perché di fronte c’è una squadra solida, ben costruita, con più esperienza dei nerazzurri: «Sono una squadra molto forte e in ripresa. Recentemente ho visto molte partite del Lione, è una squadra che può puntare alla vittoria della competizione. Non snaturerò le caratteristiche della squadra». Giocarsela sempre, a testa alta e viso aperto, anche perché «fino ad ora tutto è stato bellissimo, ma spero che il meglio arrivi dopo». E noi non possiamo che essere d’accordo con Gasp.

 

 

«Magari non siamo abituati alle partite decisive e quindi dobbiamo provare a farlo – ha ribadito l’allenatore atalantino -. La interpreteremo in modo da testare le nostre potenzialità, andando avanti con le nostre caratteristiche e senza snaturare l’essenza del gruppo». Davanti a questa volontà, diventa allora fondamentale sapere che il Papu ha recuperato dal brutto pestone rimediato nel finale di partita di sabato, contro il Torino: «Ci troviamo in situazioni ottimali, Gomez come tutta la rosa è a disposizione. È giusto che tutta la squadra sia qui in questo momento». Alla fine, il tecnico ha cancellato anche le voci di alcuni media che lo vorrebbero prossimo allenatore del Torino: «Queste voci sulla squadra granata sono già state sgonfiate». Come a dire: non mi occupo di certe cavolate, ci sono cose ben più importanti di cui parlare.

La palla passa poi a Spinazzola, seduto al fianco del mister nella conferenza stampa pre-partita. «Domani sarà una bella partita da giocare. Vogliamo finire primi come siamo stati fino a questo punto» ha detto il terzino. La cui condizione, a suo dire, è in crescita: «Mi manca ancora un po’ di continuità, ma spero di tornare ad allenarmi a pieno regime». E di tornare ai livelli dell’anno scorso, quando sulla sinistra, con il Papu, metteva paura a tutti. Magari si può iniziare già dalla sfida ai francesi… «Il Lione è molto forte, ma noi abbiamo a disposizione due risultati su tre. È un test e siamo contenti di affrontarlo. Io cerco sempre di dare il massimo per la mia squadra. Intanto pensiamo a domani e allo stimolo che dà giocare queste grandi partite. Per il campionato ci penseremo venerdì». Un passo alla volta, verso la storia.

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