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Un’orchestra nerazzurra

Anno nuovo, Atalanta vecchia. Prestazione meravigliosa della Dea sul campo del Chievo, i nerazzurri vincono agevolmente per 4-1 senza Kessie e Gagliardini, chiudono il girone di andata con 35 punti e continuano a dimostrare di essere una squadra vera. Una bellissima orchestra, un collettivo magistralmente guidato da un uomo che ha costruito un meccanismo perfetto a prescindere dagli interpreti e (soprattutto) dagli avversari. Gomez (doppietta), Conti e Freuler segnano il loro nome sul tabellino di una sfida in cui mancano almeno due calci di rigore per i bergamaschi che in Petagna hanno il solito, mostruoso centravanti di manovra. L’attaccante triestino entra praticamente in tutte le azioni più importanti della partita e anche se non trova il gol (sembra una maledizione) diventa sempre più determinante per lo sviluppo del gioco.

 

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Tutto confermato per mister Gasperini nelle scelte iniziali. Il tecnico di Grugliasco lascia a riposo Caldara (convalescente) e Gagliardini (vicino al trasferimento all’Inter) e ritrova dal primo minuto il portiere Berisha dopo l’operazione al ginocchio di dicembre. In difesa il vice Caldara è Zukanovic, al centro Grassi trova una maglia da titolare per la prima volta in stagione e per il resto la squadra orobica è in formazione tipo con Masiello, Toloi, Spinazzola, Conti, Freuler, Gomez, Petagna e Kurtic a completare l’undici di avvio. Nel Chievo, Maran deve rinunciare a Hetemaj mentre recupera Castro; in difesa davanti all’esperto Sorrentino giocano Dainelli e Gamberini in mezzo con Frey e Gobbi sulle corsie esterne; a centrocampo Radovanovic, Castro e De Guzman sono i tre lottatori, con Birsa a supporto di Pellissier e Meggiorini. Giornata fredda a Verona, temperatura di poco sopra lo zero e circa mille bergamaschi al seguito presenti nel settore ospiti.

Fin dalle prime battute della partita, l’Atalanta dimostra di essere nettamente superiore agli avversari e dal Bentegodi arriva l’ennesimo strepitoso messaggio al calcio italiano dalla squadra orobica: dopo un girone intero, ormai è chiaro che l’Atalanta è una squadra meravigliosa. La prima azione del match è subito gol: Petagna scarica per Freuler un pallone delizioso (4’), lo svizzero arriva fino in fondo e mette sul piede di Gomez la rete del vantaggio. Ci si aspetta una reazione della squadra di casa e invece la Dea continua a macinare gioco: al 13’ Gomez, Kurtic e Conti costruiscono una bella manovra per Freuler, ma la conclusione del numero 11 finisce in curva. Grazie alla spinta dei 1.070 arrivati da Bergamo, l’Atalanta al 23’ si propone ancora in attacco con Spinazzola che macina la fascia e serve Gomez, il numero 10 italo-argentino chiude virtualmente la partita e insacca facilmente il raddoppio. In campo c’è una squadra sola: al 34’ tocca a Kurtic chiudere di sinistro l’ennesima bella azione Gomez-Freuler e dopo un sinistro alle stelle di Birsa (35’) arrivano pure due episodi da moviola. Petagna al 36’ calcia a colpo sicuro ma Gamberini si oppone forse con un braccio, mentre al 39’ il fallo di mano di Dainelli (cross di Kurtic) è perfino clamoroso, ma La Penna lascia proseguire. Prima del riposo, meritatissimo 3-0 per i nerazzurri firmato da Conti dopo due tentativi di Petagna e Gomez per una prima frazione di gioco semplicemente meravigliosa.

Dopo il riposo, la squadra ospite continua a macinare calcio. Freuler al 58’ si mangia il 4-0 solo davanti a Sorrentino e dopo un paio di fiammate del Chievo (al 62’ Toloi salva sulla linea il destro di Radovanovic, al 63’ gol di Pellissier in netto fuorigioco ma convalidato), è ancora la Dea a chiudere i conti con il poker firmato Freuler: è il 69’, Petagna costruisce dal nulla un’azione da manuale, la palla filtrante per lo svizzero è perfetta e le distanze sono nuovamente fissate. La formazione di Gasperini continua ad attaccare e dopo l’esperimento Konko per Grassi (da rivedere, in quella posizione, il calciatore francese), Gasperini manda in campo anche D’Alessandro per Gomez e Paloschi per Petagna quasi al 90’, segno di come il mister comunque ci tiene a tenere tutti i protagonisti sulla corda. Mercoledì, a Torino in Coppa Italia contro la Juventus, qualcosa cambierà o forse rivedremo ancora gli stessi interpreti: lo sapremo solo a ridosso della gara dello Stadium, ma nel frattempo chiudete gli occhi e immaginate qualcosa di magnifico. Stupendo. Inimmaginabile. Fatto? Ecco, l’Atalanta vista a Verona è ancora di più.

 

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Chievo-Atalanta 1-4
Reti: 4’ e 23’ Gomez (A), 42’ Conti (A), 62’ Pellissier (C), 69’ Freuler (A)

Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Frey, Dainelli, Gamberini, Gobbi; Castro, Radovanovic, De Guzman (46’ Bastien); Birsa (84’ Kyyine); Meggiorni (46’ Floro Flores), Pellissier. All. Maran.

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Masiello, Zukanovic; Conti, Freuler, Grassi (68’ Konko), Spinazzola; Kurtic; Petagna (90’ Paloschi), Gomez (87’ D’Alessandro). All. Gasperini.

Arbitro: La Penna (Barbirati e Liberti; Preti; Gavillucci e Piccinini).

Ammoniti: 27’ Grassi (A), 29’ Frey (A).

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