L’ultima della Discoteca Nazionale
che a Orio ha fatto la rivoluzione

«È andata anche meglio di quello che ci aspettavamo»: con queste parole Giancarlo Bassi, presidente di Oriocenter, saluta l’ultimo appuntamento (in programma domani, sabato 9, dalle 23 all’1, nella food court di Oriocenter) con la Discoteca Nazionale, trasmissione radiofonica targata Rtl 102.5 che ha fatto ballare per due mesi il selected store più grande d’Italia. La collaborazione è stata pensata in occasione dei festeggiamenti per il ventesimo compleanno di Oriocenter, una collaborazione fra numeri uno: la radio più ascoltata d’Italia e il mall più grande del Paese e tra i più famosi in Europa. Fin da subito è risultato evidente che il progetto era ambizioso non solo a livello di marketing, di numeri e di presenze, ma anche e soprattutto per la portata “visionaria” del messaggio che questa esperienza portava con sé: Oriocenter non è e non sarà mai più un semplice centro commerciale; una discoteca in un luogo tradizionalmente e storicamente votato allo shopping è possibile; il futuro ha le sembianze che Oriocenter e Rtl 102.5 hanno saputo cogliere in anticipo.

 

[Lorenzo Suraci (a sinistra) e Giancarlo Bassi]

 

Lorenzo Suraci, presidente di Rtl 102.5, spiega: «Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che potesse funzionare. Facciamo questo mestiere da vent’anni e abbiamo sempre dovuto essere un po’ visionari. Vent’anni fa siamo stati i primi a portare una radio fuori dagli studi: l’esperienza del Capriccio, la discoteca da cui trasmettevamo Discoteca Nazionale, ci ha fatto comprendere fin da subito la portata di questo esperimento. Arrivavano pullman da tutta Italia». Per quanto riguarda Oriocenter, non ci sono dati che possano permettere di sostenere che siano arrivati dei pullman, ma c’è di sicuro la storia interessante di un ragazzo che ha preso un aereo dalla Sicilia per raggiungere la food court di Oriocenter e ballare con Rtl 102.5.

L’esperienza di Oriocenter ha sfondato una porta: qualunque centro commerciale, per competere, in futuro dovrà fare i conti con questo cambio di prospettiva. In altre parole, il centro commerciale non basta più: oggi servono le esperienze, serve la trasformazione di luoghi di ampio richiamo in luoghi di sicura aggregazione, serve riunire le migliaia di…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 13 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 marzo. In versione digitale, qui.

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