Montelungo, ecco come sarà
la casa (con palestra) degli studenti

Il campus diffuso dell’Università degli Studi di Bergamo acquisisce un nuovo pezzo fondamentale: l’ex caserma Montelungo-Colleoni. Non ci saranno aule in questa struttura, ma un vero e proprio pensionato per studenti e professori e la sede del Cus di Bergamo, il Centro Universitario Sportivo, con una grande sala fitness semi-interrata, 5 sale per i corsi e gli spogliatoi. Una parte del complesso resterà di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti ed ospiterà appartamenti privati per 5.500 mq, negozi e spazi per il terziario high-tech, oltre ad un parcheggio interrato con 225 posti auto. Un intervento che costerà 25 milioni di euro. Un progetto che permette alla realtà universitaria e a quella cittadina di comunicare, di condividere degli spazi, in un’ottica di  integrazione tra pubblico e privato.

 

 

Mercoledì 20 luglio, nell’aula magna della sede universitaria di Sant’Agostino, il rettore Remo Morzenti Pellegrini, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’assessore alla Riqualificazione urbana, edilizia pubblica e privata e patrimonio immobiliare Francesco Valesini, hanno presentato il progetto alla stampa. «Il recupero della ex Montelungo rappresenta uno snodo fondamentale tra Città Alta e la città bassa, l’università nella città e per la città – ha dichiarato il rettore -. Per oltre un secolo l’edificio ha ospitato una caserma, un luogo di incontro di giovani provenienti da tutta Italia. Vogliamo torni ad avere questo scopo: rigenerando questo spazio vogliamo creare un contesto fecondo».

Gli studenti che potranno abitare le 116 camere dell’ex caserma (20 singole e 96 doppie) sono 300. Pochi, se si pensa che gli iscritti all’università di Bergamo sono quasi 17mila, ma è sicuramente un passo avanti, come ha sottolineato il sindaco Giorgio Gori. Che però precisa: «L’obiettivo è avere 20mila iscritti nel 2020, quindi in futuro sarà necessario trovare nuove soluzioni per ospitare altri studenti, un’apertura su scala nazionale e internazionale». Sono previsti anche 22 alloggi per i professori ospiti, soprattutto coloro che si trattengono per corsi della durata di più mesi. Nella parte centrale della struttura troverà posto l’area destinata al Cus, circa 5mila metri quadri, con una “piastra” per la sala fitness: una grande area con le pareti a vetrata con all’interno una palestra e varie attrezzature sportive. Non mancheranno certo gli spazi comuni per la socializzazione degli ospiti e le aree verdi: oltre ad aiuole e alberi per ombreggiare basterà prendere il sottopassaggio ciclopedonale per ritrovarsi direttamente all’interno del parco Suardi.

Lo studentato occuperà 15mila metri quadrati, mentre gli edifici della Cassa Depositi e Prestiti 13.500. Il parcheggio prevede 201 posti auto di cui 10 per disabili e 11 posti moto su due piani, tutti interrati, senza nessun parcheggio a raso. L’area che delimita l’ex Montelungo sarà riqualificata: marciapiedi più larghi, nuova alberatura, via San Giovanni sarà allargata, le connessioni ciclo-pedonali su via Frizzoni saranno migliorate. Attualmente il complesso è diroccato e infestato dalle erbacce: muri scrostati, piastrelle rotte, mobilio accatastato in mucchi, vetri spaccati. È dal 1998 che la caserma è abbandonata. In autunno aprirà il cantiere e verranno dapprima demoliti i corpi centrali, per procedere poi via via con il restauro degli altri edifici e con la realizzazione delle parti ex novo. I lavori dovrebbero terminare nell’estate del 2021.

Un altro pezzo del puzzle del campus diffuso dell’università che si va ad incastrare con quelli già esistenti. Un progetto al quale il sindaco Gori non era inizialmente favorevole, preferendo un campus all’americana, come ha confessato in conferenza stampa ammettendo di aver cambiato idea: «Non ho problemi a dire che mi sono ricreduto, trovo che il campus diffuso sia molto interessante perché, grazie a questa scelta, molti edifici storici di Bergamo sono tornati a vivere. Università vuol dire scambio, apertura e fa bene ad una città come la nostra che, almeno nel luogo comune, è ritenuta chiusa».

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