Occhi di ghiaccio ma spirito ardente
Freuler è tornato a far girare la Dea

L’anno scorso ha giocato tantissimo e si è sempre meritato applausi a scena aperta. Mai stanco, sempre in prima linea. Dopo il Mondiale, invece, Remo Freuler è tornato a Bergamo e ci ha messo un po’ a ingranare. Nelle ultime giornate, però, il suo rendimento è aumentato in modo significativo e la squadra ne ha tratto grande beneficio. Lo abbiamo incontrato a Zingonia e abbiamo trovato un ragazzo carico a mille per le prossime partite: a Bologna si va per vincere.

Remo, partiamo dalla fine: è finalmente tornato sui suoi splendidi livelli di gioco.
«È vero. Sapevo che non stavo giocando al meglio e ho lavorato molto per migliorare. Nelle prime gare non ho giocato come sto facendo ora: ho analizzato i dati e ho rivisto le gare. Credo che esserne consapevole sia stato importante. Adesso sono tornato a fornire prestazioni come quelle del passato e sono felice. Forse sono stati più fattori a causare quel calo: il Mondiale o la preparazione a Rovetta iniziata dopo. Difficile spiegarlo, ora conta solo il lavoro».

Cosa ha significato per lei il Mondiale?
«È stata una grande esperienza, abbiamo fatto bene ma potevamo forse fare qualcosa di più nell’ultima gara contro la Svezia. Complessivamente, comunque, è stato molto bello. Tutto di alto livello, gli stadi e le strutture, ma anche l’organizzazione. Davvero entusiasmante».

Torniamo a Bergamo. La classifica come le sembra?
«Non la guardo, a dire il vero. Secondo me, adesso la cosa migliore da fare è pensare solo alla gara con il Bologna. Concentriamoci e non pensiamo più a cosa è successo fino ad oggi. Le ultime due partite ci hanno confermato che possiamo vincere giocando come sappiamo fare. Anzi, sono sicuro che si possa giocare ancora meglio. Abbiamo sbagliato la gara di Ferrara e mezza partita con il Cagliari, per il resto abbiamo sempre espresso un buon calcio».

Lo spirito è sempre lo stesso: essere propositivi.
«È così, andiamo sempre in campo per fare la partita. Contro il Torino i nostri avversari non hanno mai tirato in porta, a Firenze abbiamo condotto noi le operazioni e questo succede lontano da Bergamo come sul nostro campo. Da quando sono a Bergamo, questa è una nostra caratteristica e giochiamo sempre bene: la filosofia di Gasperini è questa, non quella…

 

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