Gli Oscar verdi 2014
Il cervello fino dell’agricoltura

“Contadino, scarpe grosse cervello fino”, si diceva una volta. La cultura popolare italiana vede la figura dell’agricoltore come icona della tradizione e della sapienza della gente, quella che non si impara sui banchi di scuola o nelle aule universitarie, ma nei campi, tra il sudore e l’olio di gomito. Non è una novità, dunque, che il contadino sia rispettato e stimato in Italia. Ma i tempi cambiano, e oggi anche gli agricoltori non sono più solo “cervelli fini” del sapere popolare, ma innovatori, ricercatori della terra con bacio accademico, ingegneri della riscoperta di un settore troppo spesso dimenticato e snobbato.

Su queste basi la Coldiretti ha assegnato a Roma, il 14 novembre, gli Oscar Green, ovvero i premi alle 7 migliori idee per la lavorazione della terra e per lo sviluppo di questo mestiere. L’impresa agricola italiana, infatti, complice anche la crisi economica e del mercato del lavoro, sta vivendo un nuovo Rinascimento. Un’impresa agricola su tre attualmente presente sul territorio italiano è nata negli ultimi 10 anni, segno di un rinnovamento tangibile in atto in tutte le nostre campagne. Così, tra chi ha deciso di diventare “agricustode”  di un intero borgo abbandonato per sperimentare antiche coltivazioni e chi ha dato vita allo Spritz al miele energizzante, scopriamo i progetti premiati. QUI, invece, potete informarvi su tutti i finalisti.

 

Chips di pane ai mille sapori – Oscar “Esportare il territorio”

chips di pane

Un delicatissimo velo di pane, aromatizzato ai più svariati sapori che contraddistinguono la nostra terra, dall’olio extravergine d’oliva al formaggio, passando per il pomodoro e le erbe mediterranee. L’idea è di Domenico D’Ambrosio, che ha voluto creare delle patatine di semola di grano duro, molto più salutari delle classiche chips e altamente digeribili. Presto verranno presentate sul mercato statunitense. L’idea è venuta all’imprenditore da un gesto antico: strappare la “corteccia” del pane di Altamura per gustarlo, croccante e più digeribile della mollica.

 

La coltivazione di microalghe – Oscar “Ideando”

microalghe_coltivate

Passeggiare per le campagne venete e imbattervi in una coltivazione di Spiruline e Haematococcus, cioè microalghe: non impossibile grazie a Matteo Castioni, che ha presentato l’innovativo progetto di coltivazioni di microalghe usate nella cosmetica e negli integratori alimentari. Anche l’agricoltura, però, sta scoprendo le incredibili qualità di queste piante marine: con soli 5 grammi di microalghe si fertilizza un ettaro di terreno. Il progetto dell’imprenditore agricolo veneto è di realizzare impianti per la coltivazione casalinga.

 

I mille volti della canapa – Oscar “Stile e cultura d’impresa”

coltivazione_canapa

Pasquale Polosa è un imprenditore agricolo che nella sua azienda produce olio, farina e fibre. Il tutto solamente piantando canapa. Polosa ha infatti scoperto, dopo varie ricerche e sperimentazioni, che la canapa si adatta perfettamente a tutte queste produzioni, offrendo olio e farina di altissima qualità, ricchissimi di proprietà nutritive, ma anche fibre da impiegare nella produzione di tessuti materiali destinati al mercato in espansione della bioedilizia. In questa categoria era arrivato tra i finalisti anche Paolo Belloli, imprenditore di Caravaggio, che aveva ideato la carta d’identità per salami.

 

Le api sentinelle – Oscar “Non solo agricoltura”

api sentinelle

Salvatore Sorbo è un giovane apicoltore campano che ha messo le sue arnie a disposizione di “Cara Terra”, un virtuoso progetto di Biomonitoraggio dell’ambiente nella Terra dei fuochi. Questo ambizioso progetto, che prevede la collaborazione dell’Università di Napoli e quella del Molise, ha lo scopo di trasformare gli alveari e le arnie delle api in vere e proprie centraline di monitoraggio (ognuna delle quali controlla 7 chilometri quadrati del territorio) per rilevare il grado di inquinamento presente sul territorio. Del resto le api non mentono mai: si cibano del nettare, si dissetano con l’acqua che sgorga dalle falde, catturano le polveri sottili e trasmettono le informazioni raccolte, ogni giorno, al loro alveare. Secondo Sorbo, il lavoro delle api è l’indagine più attendibile che possa esistere dal punto di vista biologico.

 

Fragole volanti con carta d’identità – Oscar “Campagna amica”

fragole-sospese

Nel prodotto finale, nel progetto di Guglielmo Stagno d’Alcontres, non c’è niente di strano: sono classiche e buonissime fragole. L’innovazione è il metodo ideato dall’imprenditore agricolo per coltivarle. È stato infatti creato, nella sua azienda a Cassine de’ Pecchi (Milano), un sistema di serre alimentate da pannelli fotovoltaici al cui interno le piantine di fragole sono sospese, per permettere un miglior irraggiamento. Ognuna di esse, inoltre, viene certificata grazie ad un QR Code che, una volta che le fragole giungono al consumatore, permette a questo di ricostruire l’intera filiera produttiva.

 

La libertà dell’orto anche in carcere – Oscar “Paese amico”

carcere di capanne

Ridare la libertà, almeno dell’animo, attraverso il fare. Precisamente attraverso un orto di 12 ettari presente all’intero del carcere di Capanne, Perugia, composto da frutteto, oliveto, quattro serre per gli ortaggi e un piccolo allevamento di galline munito anche di macello aziendale. Naturalmente, a lavorarci, i detenuti. Ma non solo, perché c’è anche chi ha scontato la propria pena e ha fatto richiesta per poter continuare a lavorare in questa piccola oasi dove è davvero possibile pagare gli errori e riconquistare la dignità. Il progetto, a Perugia, è già un successo, con i cittadini che fanno la fila al mercato per comprare i prodotti del carcere di Capanne, che oltre alla qualità offrono anche una storia di speranza.

 

Il pecorino che piace al cuore – Oscar “In filiera”

pecorino cuore

Se avete il colesterolo alto, scordatevi il pecorino. Anzi, no. Perché il pecorino inventato e prodotto da Carlo Santarelli non solo non fa male, ma addirittura è in grado di abbassare lo storico nemico del nostro cuore. È un progetto scientifico portato avanti dal caseificio di Santarelli, in Toscana, in collaborazione con le Università di Pisa e di Cagliari. Lo straordinario formaggio viene realizzato semplicemente modificando le abitudini alimentari delle pecore e cambiando i loro pascoli. 1.000 campioni, 24 prove di caseificazione e 100 formaggi sotto analisi: i risultati sono sorprendenti. Questo formaggio, arricchito di Omega 3 e Cla (un particolare acido grasso) che risultano assolutamente inodore e insapore e quindi non alterano le caratteristiche organolettiche del pecorino, non fa soltanto bene all’uomo, ma anche alle pecore, che migliorano la loro nutrizione. Il progetto è un vero e proprio successo e si stanno cercando nuovi allevatori disposti a far parte del consorzio. Il risultato di un perfetto mix tra scienza e natura.