Ecco il “Dopo di noi” a Osio Sotto
In progetto una casa per i disabili

Il «Dopo di noi» a Osio Sotto troverà casa in via delle Industrie 1. Si chiamerà «Arca Sale» e sarà uno spazio dedicato all’ospitalità leggera. «Alloggi protetti che serviranno a offrire una residenzialità a persone disabili rimaste sole in modo permanente e come luogo di sollievo per famiglie che hanno bisogno di fare alloggiare i propri ragazzi per un periodo limitato», illustra il sindaco Edoardo Musitelli.

 

Il progetto Arca Sale

 

Il progetto e la realizzazione. Il progetto nasce per volontà dell’associazione «Arca della solidarietà» che da tempo si occupa di disabilità a Osio Sotto e fin dal 2010 pensa a un edificio dedicato alla residenza. Lo spazio, che sorgerà al fianco della struttura che già ospita l’associazione, sarà sviluppato su due piani e rappresenterà una naturale evoluzione dell’edificio esistente, richiamandone anche i materiali: pietra e legno. Il comune investirà 500mila euro nel progetto. Il piano terra della nuova struttura verrà consegnato finito e ospiterà locali di supporto come l’archivio, gli uffici e i nuovi servizi igienici.

L’operazione inoltre porterà a unire sotto lo stesso tetto l’associazione «Arca della Solidarietà» e la cooperativa sociale «Usignolo» che si occupa del servizio di formazione all’autonomia e attualmente lavora in via Leopardi. Il primo piano invece sarà consegnato al rustico all’associazione e lì nascerà lo spazio dedicato al «Dopo di noi». Sarà compito dell’«Arca della solidarietà» fare i lavori che vedranno nascere tre camere per sei posti letto e un alloggio per l’educatore. Per completare il primo piano l’associazione avrà tempo cinque anni per un impegno finanziario di circa 200mila euro.

 

Foto Arca della Solidarietà Osio Sotto

 

Tutte le voci favorevoli e i fondi ministeriali. Durante il Consiglio comunale di un mese fa è stata messa ai voti la convenzione che regola l’utilizzo di questa struttura e che porterà il comune ad affidare l’edificio ad «Arca della solidarietà» in comodato d’uso gratuito. La convenzione è passata non senza qualche polemica, sebbene l’intero Consiglio fosse concorde sugli intenti del progetto. Il consigliere Attilio Galbusera ha fatto un invito alla maggioranza: «Diamo l’esempio. I soldi ci sono. Investite altri 100mila euro e consegniamo al paese un’opera finita. Per Arca invece significa fare molti sforzi». Concorde anche il consigliere Dario Pellegrino che ha proposto alcuni modi per agevolare Arca: «Garantire un prestito o completare l’opera facendo poi pagare loro un canone di locazione».

Più ottimisti sul raggiungimento dell’obiettivo i consiglieri Alessandra Bertolotti e Claudio Arici. «L’associazione vuole questo progetto da anni. La volontà del risultato c’è ed è positivo. Non vedo perché mettere in dubbio le parole della presidente di Arca», dice Arici. E, aggiunge Bertolotti, «l’investimento è importante ma dal 2016 c’è una legge nazionale (la Legge del “Dopo di noi” del giugno 2016, ndr) e Arca potrebbe anche reperire fondi dal ministero». Anche Edi Favaloro, presidente di Arca è positiva sul progetto: «Il mio ottimismo deriva dal fatto che nel momento in cui le persone vedranno l’inizio dei lavori e il crescere della struttura ci sarà la stessa generosità che c’è stata il primo anno di raccolta».

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