Paloschi, crediamo tutti in te
Ma chi ti ha preso al fantacalcio…

“È presto per processi e soliti teatrini… Fiducia a Paloschi e Gasperini”: così recitava una striscione esposto dalla Curva Nord la sera di mercoledì all’ingresso in campo delle squadre. Cos’è avvenuto dopo, purtroppo, lo sappiamo: la Dea che ci prova, ma viene punita al 90esimo da un gol di Nestorovski. E i fischi del pubblico, deluso soprattutto dall’apparente assenza di idee più che dalla prestazione in sé. Ma proprio Gasperini e Paloschi, oggi, sono sul banco mediatico degli imputati, giusto o sbagliato che sia. Il primo perché, si sa, a prendersi la responsabilità quando qualcosa non funziona è sempre il mister in primis; il secondo perché da lui ci si sarebbe aspettato qualcosa di più.

 

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Se su Gasperini si sono scritte ormai pagine e pagine, tra possibili sostituti e voci di esonero, su Paloschi invece regna una sorta di mesto silenzio. Il rigore sbagliato contro il Cagliari e la panchina contro il Palermo non lo hanno certo aiutato a tirarsi su il morale. Il ragazzo di Cividate pare ancora alla ricerca della condizione perfetta, ma anche di quel gol per cui, da attaccante vero, vive e respira. La grinta e l’impegno ci sono, ma se di professione fai il bomber purtroppo non bastano. E così i tifosi mugugnano e bofonchiano. C’è però da sottolineare come siano ancora tanti quelli che credono in lui. Del resto è lo stesso curriculum di Paloschi a parlare, metterlo in dubbio dopo un avvio complicato per tutta la squadra sarebbe sbagliato, oltre che ingiusto.

Chi invece non nasconde il proprio malumore nei confronti del numero 43 nerazzurro è il fantacalcista medio che s’è svenato per accaparrarselo all’asta. Il fantacalcio, del resto, è una roba seria. Tanto che è addirittura la Gazzetta dello Sport a dedicare sul proprio sito, sabato 24 settembre, un articolo a un paloschiano deluso. Francesco, con toni da tragedia, racconta come «Paloschi mi ha rovinato la vita». Il ragazzo spiega: «Ho sempre pensato che quest’anno Paloschi potesse fare un buon campionato come punta centrale del modulo di Gasperini. All’asta, però, con grande rammarico, mi era sfuggito. Ma non lo persi di vista. Iniziai a proporre al suo possessore diversi scambi. Era ancora la prima giornata, Muriel era partito bene, e all’interno di uno scambio un po’ più complesso proposi il mio Muriel per il suo Paloschi. Accettò. Ed ero felice. Fu l’inizio di un vortice di sfighe». Sfighe che il fantacalcista Francesco ha purtroppo condiviso con il pubblico nerazzurro: «La prima: avevo assolutamente bisogno di un + 3. Rigore per l’Atalanta: scatto in piedi convinto lo tirasse Paloschi, invece Kessie glielo ruba. La seconda: avevo la partita in pugno, andava decisamente bene così. Poi, rigore Atalanta. “Tira Kessiè”, pensai. E invece no, si presenta Paloschi. E lo sbaglia, rovinando totalmente la mia partita. Infine, ultima giornata. schiero Paloschi titolare contro il Palermo. Gioca solamente poco più di una decina di minuti, e ne ero più che felice perché così mi entrava come primo panchinaro Nestorovski, portandomi alla vittoria. Ma sfiga delle sfighe: Paloschi prende un’insufficienza invece di un s.v., facendomi pareggiare una partita che credevo vinta».

 

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Un vero e proprio viaggio nell’incubo di ogni fantacalcista: la scommessa, la volontà di vincerla a tutti i costi e, poi, la cocente delusione. Anzi, le cocenti delusioni. Povero Francesco, povero tifoso atalantino, ma soprattutto povero Paloschi. Perché il ragazzo è il primo, ne siamo certi, a non essere contento di come stanno andando le cose. Ma siamo anche certi che si riprenderà. Dopo ogni tramonto c’è un’alba. Lo sa anche Francesco: «Non mollo, con il Crotone lo metto titolare». Forse anche Gasperini. Noi ce lo auguriamo, perché la Nord ha ragione: questi non son tempi di processi e di teatrini, fiducia a Paloschi e a Gasperini. Poi si vedrà.

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