Piano di mobilità: Linea C e MoBike
Bergamo ormai non si ferma più

Il 2018 sarà un anno di rivoluzioni per quel che riguarda la mobilità in città. Innanzitutto perché l’attuale Piano Urbano della Mobilità, approvato nel 2008 durante l’amministrazione Bruni, con valenza decennale, scadrà a gennaio. Ma soprattutto perché il progetto che lo sostituirà contiene già nel nome l’aggettivo che meglio definisce gli obiettivi che l’assessore alla mobilità Stefano Zenoni, la Giunta e per certi versi anche l’opposizione, si sono posti per i prossimi dieci anni di interventi: Piano Urbano di Mobilità Sostenibile. «Sostenibile» appunto, ed è facile capire perché: dal servizio MoBike, già attivo in città, alla Linea C, attiva verosimilmente tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, al progetto di ferrovia metropolitana (quelle che a Milano chiamano linee S), a partire dalla fermata in zona ospedale, tutti gli interventi sono sintomatici del desiderio da parte di Palafrizzoni, Atb e tutti gli addetti ai lavori di offrire, in sostanza, alternative sempre più valide alle automobili.

All’orizzonte un sogno da costruire tassello per tassello, nell’ordine di decenni: una specie di zona C grande quanto il centro, così attrezzata da non rimpiangere i mezzi privati. Sogni a parte, abbiamo parlato con Stefano Zenoni che ci ha spiegato nel dettaglio cosa si sta muovendo in questi mesi per quel che riguarda, scusate il gioco di parole, la mobilità cittadina.

 

 

Il servizio MoBike. Se ne è parlato tanto, nell’ultimo periodo: in concreto il servizio MoBike si sta rivelando un successo, con tremila iscritti a pochi giorni dall’attivazione. Considerando che siamo a dicembre, periodo per ovvi motivi ostile alle biciclette, è già un dato che lascia soddisfatti Zenoni & co. Bergamo è la quarta città italiana ad adottare questo particolare servizio di bike sharing a flusso libero (che per chi ancora non lo sapesse consente tramite un’app di trovare la bicicletta più vicina alla posizione in cui si trova l’utente, utilizzarla a costi bassissimi, trenta centesimi ogni mezz’ora o tredici euro al mese, e lasciarla in qualunque luogo nel momento in cui non serve più), dopo Milano, Firenze e Cremona. Le biciclette fornite alla città sono cinquecento, circa il triplo delle BiGi di Atb. Zenoni ci rivela che al momento c’è un tacito accordo di sperimentazione tra MoBike e il Comune, e che Bergamo sarà tra le prime città a discutere con la società riguardo alla possibilità di un aumento delle biciclette e soprattutto riguardo all’introduzione di biciclette con il cambio: «Cremona, ad esempio, è una città pianeggiante e le MoBike possono portare più o meno ovunque. Per Bergamo non è così: raggiungere Città Alta in MoBike non è facile, e per questo se il servizio continuerà ad andare così bene penso proprio che riusciremo a portare delle biciclette più versatili e adatte alla conformazione geografica della nostra città».

 

 

Un percorso ciclabile continuo. Non si fermano però alle MoBike le innovazioni per quel che riguarda la ciclabilità di Bergamo: per il 2018 sono previsti due grossi progetti per creare un percorso di piste ciclabili continuo in centro. Saranno stanziati almeno 850 mila euro: 500mila per collegare la Fiera Nuova al sottopassaggio della stazione passando per il polo scolastico di Boccaleone, lontano dal traffico e dalle automobili; 350mila invece per il congiungimento di quella che oggi è la pista ciclabile–spezzatino di via Angelo Maj alla pista ciclabile della Teb di Via Fantoni, con un percorso proprio su quest’ultima, inglobando così anche il tratto ciclabile di via Taramelli. Arrivando al dunque, quando i lavori saranno completati, e cioè entro primavera/estate del 2018, in città potremo contare su un percorso ciclabile continuo che da Redona porterà al centro, oltre che un collegamento da Seriate.

La linea C di Atb. Per quel che riguarda…»

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 16 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14. In versione digitale, qui.

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