Da Pompei ad Alzano: Francesco
sta facendo ballare un po’ tutti

«Sono una capa tosta, come si dice dalle mie parti. Mi piaceva ballare e ballavo. Così a diciannove anni ho lasciato tutto e ho deciso di fare della danza il mio lavoro, la mia vita». È iniziato il terzo anno dell’accademia di Alzano Lombardo fondata nel 2017 che mette al centro la crescita personale e identitaria dei propri iscritti. L’acronimo Pluf porta con sé tutto il senso dell’academy di danza avviata nel settembre di due anni fa. «Peace, Love, Unit and Fun – spiega Francesco, ballerino ed educatore a capo di questa avventura – sono i quattro dogmi dell’Hip-Hop ed è quello che provo a trasmettere ai miei ragazzi. Ci deve essere una fase dedicata allo studio e una dedicata al gioco libero e al divertimento». La Pluf Academy è una scuola di danza nata da un’idea di Francesco Lauro. A metà settembre sono ripresi i corsi dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 22, presso la scuola elementare Luigi Noris. Si insegnano diverse discipline tra le quali Hip-Hop, Breakdance, House, Moderna, Dance Hall e Waaking.

 

 

Francesco quando era ragazzino ballava Hip-Hop per le strade di Pompei con i suoi amici, incurante dell’ostilità e dei luoghi comuni che spesso si addossano ai ballerini, come ad esempio quello di essere omosessuale. Decide di raggiungere sua sorella trasferitasi da tempo a Bergamo. «Inizialmente ambientarsi non è stato semplice. La cultura napoletana e quella bergamasca sono molto diverse e come per qualsiasi cosa ci vuole del tempo per adattarsi. Poi ho conosciuto le persone giuste, ho ripreso a ballare, a esibirmi e a insegnare. Sono stato messo in contatto con diverse scuole, ma mi sono sempre scontrato con un’impostazione troppo accademica e poco “umana”. Tutti erano convinti che l’unica cosa importante fosse lo spettacolo e nessuno metteva al centro la funzione educativa e relazionale della danza. Nel 2017 ho deciso di mettermi in proprio e di iniziare questa avventura, che è molto di più di una semplice scuola».

«È vero – incalzano Milena e Jessica, mamme di tre bambini iscritti alla scuola -. Francesco è incredibile proprio in questo: riesce a far risultare un punto di forza, piuttosto che uno svantaggio, le differenze fisiche e comportamentali dei bambini». Milena racconta della crescita di suo figlio Thomas, che è riuscito a raggiungere la consapevolezza del proprio corpo e di conseguenza ad acquisire una maggiore sicurezza proprio grazie alla danza. Anche Jessica è d’accordo: «Prima di iscriversi a questa accademia mio figlio era timido e aveva paura di tutto. Spesso per farsi accettare a scuola si comportava in maniera sbagliata. Ne ho parlato con Francesco e con il suo aiuto, quello della danza e la forza delle relazioni che ha intrecciato con i suoi compagni ora tutto è risolto. Ed è diventato anche un bravissimo ballerino: lo scorso anno al saggio sono scoppiata a piangere quando l’ho visto all’opera. Non ci potevo credere». La Pluf Academy, infatti, è un’accademia che si fonda sui valori della solidarietà, dell’identità e del senso comunitario. L’idea di danza è intesa da Francesco proprio come il senso dello stare uniti, del formare una grande famiglia e del combattere i problemi tutti insieme, unendo le forze. «I bambini e i ragazzi si trovano in una fase delicata della propria vita, dove io risulto essere oltre che loro maestro una sorta di esempio ed è un compito molto difficile. Per questo motivo in passato mi sono confrontato con psicologi per conoscere meglio me stesso, col fine di dare una mano ai miei allievi nel trovare la loro dimensione, provando a porre delle basi che spero rimangano negli anni a seguire».

 

 

Questa impostazione così unitaria ha creato un rapporto speciale tra Francesco e i suoi allievi, conferendo una forte identità al gruppo. «Qui ad Alzano ormai ci conoscono tutti. Andiamo spesso a ballare all’aperto, nei parchi e partecipiamo a tanti eventi e attività per mostrare agli altri quello che siamo». L’anno accademico 2019-20 è il terzo per la Pluf Academy e i partecipanti sono in continuo aumento. Il primo anno si sono iscritti venticinque bambini, il secondo quarantacinque e l’anno corrente Francesco tutto sorridente dice che «sta andando molto bene». Nel mese di settembre è terminata anche la seconda edizione del camp estivo della scuola, che si è svolto due settimane a giugno e una a settembre. «Il progetto – conclude Francesco – è solo all’inizio. Alla fine del triennio comincerò a fare i calcoli e a vedere come stanno andando le cose. La mia speranza è quella di riuscire ad avere un posto tutto nostro dove provare, senza continuare ad appoggiarci alle scuole. Nel frattempo continuo a lavorare e a fare ciò che amo: ballare e far ballare i miei ragazzi».

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