Presto si potrà di nuovo pedalare
costeggiando il laghetto delle rane

Se sentite gracidare nell’Oasi, significa che il laghetto delle rane è tornato attivo: Seriate dovrà ancora aspettare qualche mese prima che i lavori siano ultimati. In realtà la notizia circola da tempo: l’anno scorso il Parco del Serio aveva infatti annunciato la volontà di ripristinare quello che un tempo era il luogo di divertimento dei piccoli e non solo. Anche i più grandi godevano dell’ombra e della frescura che ritrovavano sulle sponde del piccolo laghetto, alimentato dalle acque del Serio.

 

[Disegno di Valerio Pesenti sul laghetto delle rane]

 

Finalmente tornano i cra-cra. Le tempistiche si sono allungate in quanto l’area era proprietà del Demanio e non era dunque possibile intervenire: per far sì che il progetto potesse attuarsi, era dunque necessario che l’area in oggetto venisse acquisita da qualcuno. Inizialmente si era pensato che Comune di Seriate potesse occuparsi di far propria la zona, ma questa comprendeva anche il tiro al volo, che non rientrava tra gli interessi comunali. È stata poi una società privata a prendere la concessione del tutto, sebbene non avesse alcun interesse specifico per il laghetto. A questo punto, il Parco del Serio ha assunto autonomamente l’iniziativa agendo direttamente con il Demanio prendendo in carica l’area, e tutti gli impegni di nuova conduzione, conservazione, manutenzione della stessa. Nella seduta di Consiglio di gestione dello scorso 6 giugno, ha formalmente deliberato l’assenso alla presa in carico dell’area. Il Parco si è quindi occupato del rilievo topografico dell’area e della preparazione di tutta la documentazione necessaria del progetto definitivo/esecutivo, ideato ed elaborato dall’Ufficio tecnico del Parco.

Questo settembre sono iniziati i primi interventi preparatori dell’area, come lo sfalcio, la pulizia e il rimodellamento del fondo e delle sponde del vecchio laghetto (che ora è una buca), al fine di impermeabilizzarlo con l’uso di bentonite o, nel caso in cui non bastasse a rendere il fondo non permeabile, di un telo impermeabilizzante. Per questo autunno e per il prossimo inverno è prevista la piantumazione di essenze arboree, arbustive e acquatiche nelle aree di contorno del laghetto. Infine, nella primavera 2019, si penserà alla fornitura e alla posa in opera di attrezzature in legno per la miglior fruizione da parte del pubblico: l’area verrà dotata di una staccionata in legno che ne delimiti il perimetro e che protegga le sponde; verranno installate delle panchine e sarà creata una bacheca informativa che illustri l’intervento e l’importanza delle zone umide del parco, quali oasi di biodiversità in un paesaggio sempre più semplificato dal punto di vista floristico e faunistico. Questa manutenzione straordinaria potrà essere messa in atto grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale di Seriate e, in particolare, grazie al gruppo di protezione civile comunale, che, nello specifico, si occuperà del riempimento della depressione con acqua prelevata direttamente dal fiume.

 

[Dimitri Donati, presidente del Parco del Serio]

 

Ma che cos’è di preciso? A Seriate, sulla sponda sinistra del fiume Serio, poco più a sud del parco Oasi Verde, è presente da innumerevoli anni una depressione del terreno di circa due metri, chiamata da tutti «laghetto delle rane». Un tempo godeva di alimentazione d’acqua costante per tutto l’anno: non soffriva mai di secche grazie all’acqua proveniente da una roggia di scolo della rete irrigua agricola limitrofa. A causa, però, della razionalizzazione della rete irrigua e della creazione di pozzi destinati alla medesima funzione, la roggia, che un tempo nutriva le pozze, è stata deviata e prosciugata. Il lago delle rane è così scomparso, trasformandosi in una buca sassosa e invasa da vegetazione spontanea, perdendo ogni suo fascino. Questo recupero ambientale potrà far tornare al vecchio splendore questa zona, che si trova lungo la pista ciclabile, attraversata anche da pedoni, che ora la fiancheggia in direzione nord-sud, lungo uno degli itinerari del parco, coincidenti con il percorso dell’itinerario ciclopedonale “Musica nel vento”, finanziato dalla Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Brezza2”. «La presenza dell’acqua quale elemento fondamentale di rapporto tra l’uomo e il suo territorio, che si estrinseca attraverso l’evoluzione naturale e artificiale degli ambienti, l’opera dell’uomo, i manufatti, la storia, è da preservare attivamente, ancor più quando rappresenta anche un elemento storiografico legato al territorio e alle persone che lo abitano – afferma il presidente del Parco del Serio Dimitri Donati -. È questo, fra le altre cose, il principio ispiratore del nostro progetto, che ha anche lo scopo importantissimo di riqualificare un’area che si stava progressivamente degradando».

Articolo pubblicato sul BergamoPost cartaceo del 21 settembre 2018

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.