Primavera, siamo supercampioni!
Dopo lo scudetto, la Supercoppa

La Primavera nerazzurra vince ancora! Continua il periodo d’oro dei Brambilla’s Boys con la vittoria della Supercoppa e l’ingresso nella storia del club. L’Under 19 supera la Fiorentina di misura con una prestazione fatta di grinta e carattere e alza al cielo il secondo titolo a distanza di quattro mesi dallo Scudetto conquistato a Parma. Sotto gli occhi dei 3783 tifosi presenti sugli spalti del Gewiss Stadium, la Dea soffre senza scomporsi e arricchisce la bacheca di Zingonia con un trofeo che mancava. Bellissimo a fine partita l’abbraccio tra la squadra e i sostenitori bergamaschi che con i loro cori hanno portato in trionfo le giovani promesse orobiche, proprio come successo a giugno al Tardini, ricordando anche Mino Favini, grande “padre” del meraviglioso settore giovanile atalantino.

 

 

La gara prende il via con i padroni di casa che tengono in mano il pallino del gioco senza riuscire ad affondare. Troppo lenti gli uomini di Brambilla a muovere la sfera per cogliere impreparata la difesa avversaria. Al 19′, però, la prima occasione a tinte nerazzurre: Gyabuaa guadagna il fondo, effettua un cross al centro per Piccoli che in girata non riesce a dare forza alla conclusione. Alla ricerca di soluzioni alternative per sbloccare il parziale ci prova Brogni dalla distanza, sull’assist di uno dei più propositivi, Ghislandi, ma la sfera termina a lato della porta difesa, sotto la Curva Nord, da Brancolini. Poco prima della mezzora, Traore sulla fascia sinistra la mette al centro per l’inserimento tra le maglie bianche di Gyabuaa, che a colpo sicuro tira largo. Clamoroso errore della mezzala atalantina. Da lì in avanti i bergamaschi cominciano a ingranare e vanno a un passo dal vantaggio: Colley si accende in mezzo al campo e pesca il jolly mandando in profondità Traore, il quale rientra sul mancino e conclude sfiorando il palo. L’unico pericolo creato nei primi 45 minuti dalla Fiorentina arriva nel finale grazie a Koffi, che prova a mettersi in proprio con la sua velocità e trova l’intervento di Brogni a smorzare il tiro velenoso.

 

 

Le squadre vanno a riposo e al loro rientro in campo si trasformano dando vita a un secondo tempo di tutt’altro spessore. Le emozioni fioccano una dopo l’altra e al terzo minuto sono i bergamaschi a presentarsi dalla parti del portiere avversario. Il gioiellino ivoriano premia lo smarcamento di Piccoli e il bomber di Sorisole dall’interno dell’area di rigore incrocia stringendo troppo il tiro e sprecando una ghiotta chance. All’ottavo Cambiaghi prova a fare tutto da solo trovando la risposta in tuffo di Brancolini. Un minuto più tardi Traore illumina la scena disegnando uno scavetto magico per il taglio di Piccoli alle spalle della linea difensiva e di testa scavalca il portiere. Neanche il tempo di rimettere il pallone al centro che i ragazzi di Brambilla vengono sorpresi. Sul ribaltamento di fronte, contatto dubbio nell’area atalantina tra Okoli e Lovisa, punito con un calcio di rigore molto generoso. Dal dischetto si presenta Bobby Duncan, che spiazza Gelmi. Il pareggio non intacca il morale dei nerazzurri, che si buttano nuovamente in avanti alla ricerca della rete. Al 18′ contropiede fulmineo dei nerazzurri orchestrato da Gyabuaa, filtrante per Traore che chiude il triangolo con il numero 8 e il centrocampista si riscatta riportando avanti la Dea. Prima della mezzora, Lovisa sbaglia un gol già fatto alzando troppo la mira a due passi dalla porta bergamasca e anche nel finale i toscani vanno vicinissimi al pareggio con Ponsi grazie a una percussione pericolosa partendo dalla sinistra terminata con un tiro largo di pochi centimetri.

 

Brambilla e i suoi ragazzi con le prestazioni in campo stanno riscrivendo la storia dell’Atalanta e anche nei prossimi anni verranno ricordati per le imprese che stanno compiendo partita dopo partita. Queste le dichiarazioni del mister nel post partita: «La soddisfazione per la vittoria è doppia, per lo stadio e un ambiente che ci ha messo troppa frenesia all’inizio e per aver avuto la meglio contro un avversario difficile da affrontare. Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata come molti dicevano. Nell’intervallo ho detto ai ragazzi di essere più liberi mentalmente e così nella ripresa ci siamo sciolti». Una battuta sull’uomo del momento, Traore, decisivo anche in Supercoppa con due assist: «Deve stare tranquillo e pensare a giocare. Non è che siccome ha segnato in Serie A allora deve incidere su ogni pallone che tocca. È un giovane con la testa sulle spalle e sa cosa deve fare per essere utile alla squadra».

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