Prugne secche, buone per l’intestino
ma anche per un pieno di potassio

A cosa pensate se vi diciamo prugne? Probabilmente, a un alimento buono per dare una mano a problematiche di tipo intestinale. Vero, ma è un po’ limitativo, perché questa non è la sola proprietà di questo frutto. Infatti, le prugne sono un’ottima fonte di potassio, minerale indispensabile per il buon funzionamento dell’organismo, ma in sensibile calo in estate perché viene spesso perso attraverso l’eccessiva sudorazione. E meno potassio significa più stanchezza, rischio di dolori muscolari, crampi notturni e una generale condizione sottotono.

 

 

Non perdere la K. Il potassio è chimicamente indicato con la lettera K ed è un minerale prezioso: contribuisce, nel dinamismo ed equilibrio generale dell’organismo, a regolare le contrazioni muscolari, incluse quelle del muscolo cardiaco, tanto che se siamo carenti di potassio il cuore potrebbe perdere un battito; contribuisce poi a mantenere a livello i fluidi e i minerali all’interno e all’esterno delle cellule, tiene a bada la pressione smorzando gli effetti del sodio e, non ultimo, favorisce la riduzione del rischio di calcoli renali ricorrenti. Inoltre, limita la possibile perdita di tessuto osseo, più tipico nell’età che avanza. Insomma, se il potassio manca o le sue concentrazioni calano, sono guai. E il rischio è ancora maggiore quando il potassio viene perso in eccesso con la sudorazione, mettendoci anche in condizione di possibile disidratazione. Se il potassio è in deficit, di norma è possibile accorgersene. Perché la sera, ad esempio, si è eccessivamente stanchi proporzionalmente agli sforzi compiuti durante la giornata. Si avvertono le gambe pesanti e talvolta ci sono anche crampi muscolari, specie notturni, che non fanno risposare affatto bene; si cambia umore, naturalmente al ribasso, senza apparente ragione; si potrebbero avere episodi di pressione alta. Cosa si fa se si avverte questa sintomatologia? È sempre bene parlarne con il proprio medico curante e, se confermasse che si tratta di una carenza di potassio, potreste implementare la dose e i livelli organici del minerale, ricorrendo a degli integratori o a degli energy drink se praticate dell’attività sportiva, che contribuisce a fare perdere ulteriori sali. Oppure è possibile andare a scovare qualche rimedio della nonna, molto efficace. Come le prugne secche.

Il loro buono. La qualità di questo alimento sta nel fatto che è naturalmente molto ricca di patassio. Tanto che 100 grammi di prugne secche, pari a circa 8-12 frutti, forniscono oltre 730 mg di minerale. Se pensate che giornalmente l’organismo necessita tra i 2 e i 5 grammi, abbiamo detto tutto. Ma non è il solo motivo per mangiare le prugne secche: queste, infatti, offrono anche una ricca dose di fibre, utile anche in questo caso a soddisfare le quantità fisiologiche raccomandate quotidianamente, con il doppio vantaggio di favorire anche la funzionalità intestinale.

 

 

Gli altri meriti. Non abbiamo finito di elencare le proprietà e le caratteristiche delle prugne secche: infatti, mangiandole, potreste anche arricchire l’apporto giornaliero di frutta e verdura raccomandate. Perché tre prugne secche equivalgono a una porzione di frutta, e se nell’arco della giornata ne fate fuori dodici, siete arrivati quattro razioni di vegetali. Dunque mancherebbe solo una porzione per arrivare al target di frutta e verdura da consumare quotidianamente: niente male. Poi le prugne secche si prestano ottimamente a spuntini o per colmare il buco nello stomaco a metà giornata perché sono pratiche, stanno nella borsa, non sporcano e possono esser consumate come dove e quando vi piace, in ufficio, in spiaggia, durante gli happy hour avvolte da una fettina di pancetta che contrasta con il loro sapore zuccherino. E quest’ultimo è solo uno dei tanti impieghi culinari delle prugne, che si adattano a fantasiose ricette: a primi piatti come gli gnocchi alle prugne, tipici della tradizione triestina; a secondi di carne e pesce come il baccalà, gli spezzatini di maiale o gli spiedini di manzo, tutti rigorosamente accompagnati dalle prugne; a insalatone a base di orzo, zucchine, peperoni e prugne; a dolci, come la crostata integrale alle more e alle prugne, buonissima a colazione e a merenda, o al cucchiaio in budini o mini bavaresi alle prugne. Insomma, c’è da sbizzarrirsi. Usate un po’ di fantasia e… la prugna è servita.

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