Punti, facce e citazioni
di Renzi al Parlamento Ue

Si è aperto mercoledì 2 luglio, con il discorso tenuto da Matteo Renzi di fronte al Parlamento Europeo, il semestre di Presidenza italiana dell’UE, che terminerà il 31 dicembre 2014. Molti i temi toccati dal Premier italiano, in un’arringa che ha riscosso diversi plausi da tutte le componenti politiche.

SULL’EUROPA: con riferimento all’attuale situazione dell’Unione Europea, Renzi ha calcato molto su un termine: identità. In un’Europa che mostra oggi un viso stanco e annoiato, occorre recuperare lo spirito iniziale che ha permesso la creazione di questa istituzione, riscoprendo il senso profondo che ha portato la gran parte dei paesi europei a mettersi insieme in un’unica realtà; non è sufficiente un’unione di burocrazie o un comune progetto economico (per quanto comunque elementi necessari) per stare al passo di un mondo che viaggia a grande velocità.

SULL’ITALIA: il nostro Paese non è venuto in Europa per farsi risolvere i problemi, ma vuole dare un apporto decisivo per affrontare le grandi tematiche che attendono l’UE nei prossimi tempi. Per fare questo occorrerà innanzitutto che l’Italia stessa apporti al proprio sistema quelle modifiche oramai così urgenti, come le riforme istituzionali, della giustizia e del fisco. L’obiettivo comune dev’essere quello della crescita, elemento fondamentale senza il quale non ci può essere futuro per l’Europa e rispetto al quale l’Italia vuole dare il suo contributo.

SULLA POLITICA ESTERA EUROPEA: l’Europa è una frontiera, e come tale è in contatto con tantissime realtà differenti i cui problemi non possono essere ignorati: dalla questione immigrazione fino alle “voci che chiedono libertà” provenienti dall’Ucraina e dal Medio Oriente. Il Premier ha citato anche specifici casi, come Aasiya Bibi, la donna pakistana condannata a morte in quanto cristiana, o le ragazze rapite in Nigeria dall’organizzazione terroristica Boko Haram.

GENERAZIONE TELEMACO: in chiosa al suo discorso, Renzi ha definito l’attuale governance europea come una “generazione Telemaco”: non si può stare immobili dilapidando l’eredità consegnataci dai fondatori dell’UE, ma è qualcosa che va riconquistato e riattualizzato. “Il nostro destino” ha detto, “non è solo nella moneta, ma nel riscoprirci eredi”.

Come nel suo consueto stile, Renzi ha condito le sue parole con diverse citazioni molto originali.

Ecco le più significative:

– SELFIE: “cosa vedremmo se l’Europa si facesse un selfie? L’immagine della rassegnazione”. Esordisce così, per invitare alla “vera grande sfida del nostro continente”: “ritrovare l’anima dell’Europa, il senso dello stare insieme”.
– GOOGLE MAPS: il vecchio continente non “deve essere solo un puntino su Google Maps”, stigmatizza in un passaggio. E parla anche di “climate exchange” e “smart Europe”.
– DA ANCHISE A ENEA: tante, nel suo discorso, le citazioni mitologiche: “Se pensiamo al passaggio del testimone tra Grecia e Italia non possiamo non pensare a cose straordinarie e affascinanti e ricche di suggestione, come il rapporto tra Anchise ed Enea, Pericle e Cicerone, l’agora ed il foro, il tempio e la chiesa, il Partenone e il Colosseo”. Eppoi, in un altro passaggio, “Ulisse affascina e emoziona, ha animato la letteratura antica, da Dante a Joyce…”.
– RINASCIMENTO ITALIANO: un grande classico nei discorsi di Renzi. Che cita anche a Strasburgo ricordando che dalla prima crisi finanziaria europea “è nato il Rinascimento” e con lui la cultura e l’arte.