Quanto fa bene lo yoga ai bimbi
(sarebbe perfetto anche a scuola)

Imparare a stare bene con gli altri, scoprire il valore dell’accoglienza, dare libertà alle emozioni, dedicare più attenzione al corpo nella sua integrità fisica e psichica. Sono solo alcuni degli obiettivi che potrebbe favorire la pratica dello yoga, introdotta nelle scuole fin dalle più giovani classi, quelle dell’infanzia e primaria. Basterebbero pochi esercizi di respirazione, ma anche posturali e tecniche di rilassamento per riportare o rieducare alla calma perfino i piccoli più turbolenti. Tutti i consigli, le metodiche, i giochi e cento esercizi di yoga, compresi quelli di rilassamento e meditazione, sono il bagaglio informativo sulla pratica contenuto nel libro Yogabimbi, co-autori Chiara Iacomuzio e Maurizio Morelli, ed edito da Red!

 

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Il valore-effetto dello yoga. Può essere considerato uno strumento pedagogico efficace per aiutare i bambini, specie i più piccoli, di età compresa fra 3 e 11 anni, a superare le proprie difficoltà. Soprattutto se riguardano problemi di adattamento o interazione nella classe e nel gruppo, ma anche se mostrano alcuni disturbi del linguaggio. Vi pare strano, quasi impossibile? Sbagliate, perché la pratica dello yoga, se cominciata già dalla scuola dell’infanzia o primaria, può insegnare ai bambini il valore dell’accoglienza e all’accettazione, cioè a stare meglio con gli altri e a intessere proficue relazioni interpersonali. Ma non solo: praticato con assiduità, lo yoga favorisce anche il miglior controllo delle emozioni. Aiuta cioè i piccoli a capire quando sono tristi o arrabbiati, e felici naturalmente, e che cosa possono fare in questi momenti per gestire meglio il loro stato d’animo. Una pratica, dicono gli esperti, che dà ottimi risultati e benefici soprattutto in bambini un po’ vivaci, o persino turbolenti a detta degli insegnanti, che possono (ri)trovare in questi momenti di relax educativo un po’ di calma fisica e interiore. Rabbonendo insomma le loro personali arrabbiature con il mondo, al pari di quanto capita ai grandi.

 

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Un obiettivo impossibile? Affatto, perché lo yoga favorisce la migliore e maggiore attenzione al proprio corpo nella sua integrità; insegna in poche parole a mettersi in ascolto dei messaggi che esso ci manda. Positivi o negativi che siano, favorendoli al meglio. Naturalmente non nasce tutto spontaneamente, occorre allenarsi, ma non è cosa difficile. Perché la pratica, per raggiungere questi obiettivi di controllo emozionale e caratteriale, si avvale in particolar modo di tecniche di respirazione che svolgono sul corpo una azione/effetto di rilassamento, riportando i piccoli – ma anche i grandi – alla calma. Interiore, mentale e anche fisica, perché il corpo è visto nella sua dimensione olistica. Completa come essenza di carne, anima e psiche. La respirazione è anche il mezzo, il punto di partenza, per ascoltare il corpo, correggere la postura sciogliendo le possibili tensioni, mettendo in buona sostanza in movimento ogni singola parte del corpo. A poco a poco, dicono gli esperti, si arriverà a scoprire e capire i principi universali che ci aiutano a vivere meglio nel mondo e con gli altri.

 

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Niente punizione né competizione. L’ambizione di arrivare primi a tutti i costi è un concetto che non esiste nello yoga. È vero che i bambini vengono invitati a fare del proprio meglio, a sfruttare tutte le potenzialità di cui dispongono, senza tuttavia rivaleggiare con i compagni o temere di essere messi in castigo, rimproverati se non raggiungono l’obiettivo desiderato. Insomma, non ci sono medaglie o il podio, nessuno è il ‘primo’ o ‘secondo’: tutti si è ugualmente vincitori per qualche cosa di comunque buono che si è fatto e ugualmente bravi. Dunque c’è poco polso o ‘autorità’ nello yoga? Affatto, perché i piccoli vengono sempre sollecitati a fare, a migliorarsi, senza sottolineare però eventuali errori. C’è un ulteriore valore aggiunto, perché tutti i talenti e potenzialità che lo yoga consente di sviluppare si riversano poi su concetti universali, come il rispetto per la natura e per il prossimo e tutte le creature dell’universo, l’accoglienza della diversità, i principi della non-violenza che i bambini imparano ad apprezzare e coltivare fin da piccolissimi. Contribuendo a migliorare la società in cui vivono e vivranno.

 

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Una buona pratica sotto forma di gioco. Naturalmente la baby-pratica yoga non segue le stesse regole di quella degli adulti. Le lezioni, infatti, sono impostate come un gioco: ad esempio l’attenzione dei bambini è catturata attraverso una canzoncina o una filastrocca, con il racconto di una storia o con esercizi mirati di rilassamento, respirazione e posturali selezionati e impostati in funzione della fascia di età. Una lezione per bambini di quattro anni, dicono gli esperti, sarà completamente diversa da quella adatta a bambini di 9 anni: mano a mano che l’età aumenta, anche la soglia di attenzione cresce e di conseguenza si possono strutturare lezioni più complesse e articolate. Insomma, lo yoga baby potrebbe facilmente entrare in tutte le scuole: è sufficiente una palestra e una minima disponibilità di fondi per l’organizzazione dei corsi. È il gioco-yoga è fatto!

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