4 gol, 2 pali e 48 bergamaschi

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Netta e senza appelli per i padroni di casa, che pure erano passati in vantaggio. L’Atalanta chiude nel migliore dei modi la trasferta più lunga della sua storia, il 4-1 finale è perfino stretto per i nerazzurri, che hanno il grande merito di non perdere la bussola chiudendo il discorso qualificazione con le reti di Hateboer, Zapata, Pasalic e Barrow, cui si aggiungono i pali di Freuler e Gomez e tante occasioni. La gara di ritorno, in programma il 16 a Reggio, sarà una semplice formalità (si spera) per una squadra sempre più in palla.

 

 

Occasione per Gollini. Nel magnifico catino del Sammy Ofer, Gasperini conferma le previsioni e manda in campo l’undici annunciato. Gollini ha la prima occasione da titolare della stagione, così come Zapata, con Barrow e Pasalic in panchina. Confermato Pessina dietro le punte. La difesa e il centrocampo sono invece gli stessi di Sarajevo, mentre in panchina ci sono Valzania e Cornelius come ulteriori armi da sfruttare. Nessuna sorpresa nell’Hapoel Haifa. La temperatura sfiora i 30°C, con tantissima umidità. Circa seimila gli spettatori, tra cui i 48 bergamaschi al seguito della Dea.

Brividi, poi la discesa. La partita inizia con le squadre condizionate dal caldo. L’Atalanta sbaglia qualche pallone di troppo e dopo un destro sul fondo di Zapata (4’, assist di de Roon) sono i padroni di casa a passare in vantaggio. Sugli sviluppi di un calcio di punizione, Tamas rimette il pallone al centro, spizzicata di Buzaglo e Gollini fulminato sul palo lontano. I circa seimila presenti esplodono di gioia, per qualche minuto sembra che l’Hapoel possa anche reggere il confronto tecnico con i nerazzurri, ma il livello è troppo diverso e bastano un paio di giocate per rimettere in chiaro le cose. Al 14’ Toloi manda in porta Zapata che insacca, ma è in fuorigioco; al 15’ Plakushchenko costringe Gollini alla respinta, ma il pareggio è nell’aria e arriva al 18’ con Hateboer: l’olandese insacca dal limite dell’area un sinistro velenoso. È il suo primo gol nerazzurro, ed è pesante. La Dea è in pieno controllo: al 20’ Freuler stampa sull’incrocio dei pali un destro a giro da applausi e un attimo dopo è Zapata a trovare il primo gol con la Dea insaccando in diagonale un assist del solito Toloi. Le due squadre continuano ad affrontarsi con lo stesso tema tattico e la Dea sfiora il tris: al 37’ Freuler serve Gomez in verticale, ma Setkus è attento; al 42’ Palomino pesca Hateboer in area e il numero 33 costringe alla paratona l’estremo difensore avversario, mentre prima del riposo Gollini è attento su una zuccata di Papazouglu.

 

 

Dominio nerazzurro. Dopo il riposo la gara non cambia. La Dea mette subito in chiaro la situazione e al 50’ è Freuler a sciupare un assist di Gosens. Al 55’ Pessina guadagna una punizione, che Gomez calcia magistralmente: Setkus la devia sul palo, la sfera attraversa tutto lo specchio e finisce in calcio d’angolo. La gara, di fatto, finisce 63’, quando Gasperini mette in campo Barrow per Zapata: il gambiano, al 65’, manda Toloi solo davanti al portiere e dopo la parata di Setkus è ancora l’attaccante ad appoggiare di testa per Pasalic (entrato poco prima per Pessina), che insacca il tris. Nel finale, ancora Pasalic (77’) e Barrow (80’) vanno vicini al poker, ma prima del fischio finale il gambiano trova meritatamente la rete, chiudendo i conti con un destro preciso. Ora tutti a Reggio per questa bella e dolce Atalanta.

 

Hapoel Haifa-Atalanta 1-4
Reti: 7’ Buzaglo (H), 18’ Hateboer (A), 20’ Zapata (A), 65’ Pasalic (A), 86’ Barrow (A)

Hapoel Haifa (4-2-3-1): Setkus; Malul, Tamaş, Kapiloto, Dilmoni; Vermouth (59’ Hadida), Sjostedt; Plakushchenko, Ginsari (59’ Elbaz), S. Papazoglou (69’ Arael); Buzaglo. All. Klinger.

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, Freuler, de Roon, Gosens; Pessina (60’ Pasalic); Zapata (63’ Barrow), Gomez (83’ Cornelius). All. Gasperini.

Ammoniti: 33’ Palomino (A), 91’ Gosens (A).

Arbitri: Harald Lechner,  Andreas Heidenreich, Maximilian Kolbitsch, Julian Weinberger (AUT).

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