I ragazzi che han deciso di rifare
“Il giro del mondo in 80 giorni”

Era il lontano 1873, quando veniva pubblicato per la prima volta Il giro del mondo in 80 giorni, capolavoro di narrativa dello scrittore francese Jules Verne. Intere generazioni hanno viaggiato con la fantasia insieme a Phileas Fogg e al fedele Passepartout, incantati da un’impresa epica e suggestiva, alla scoperta di un mondo che per molti rimaneva un luogo della fantasia. Oggi i tempi sono cambiati, per andare a New York bastano 8 ore di aereo e non più lunghe settimane in battello. Muoversi è più semplice, e con internet le informazioni e i contatti con gli altri Paesi sono a portata di mano. Nonostante questo c’è un gruppo di giovani ragazzi torinesi che ha deciso di ripercorrere le orme del protagonista di questo popolare romanzo di più di un secolo fa. Lo scopo è differente, non sarebbe più un’impresa girare il globo in 80 giorni, ma il percorso rimane lo stesso. Partenza il 2 ottobre da Londra, giorno e luogo della partenza di Phileas Fogg (purtroppo per i giovani avventurieri il Reform Club, il punto esatto dove è cominciato il viaggio romanzesco, non era disponibile a causa della volontà di anonimato dei membri), arrivo previsto a Londra il 21 dicembre, 80 giorni dopo. Giusto in tempo per festeggiare a casa il Natale.

 

 

Motivazioni. Come abbiamo detto le ragioni sono ovviamente differenti. Non si tratta di una corsa contro il tempo, ma di un viaggio alla scoperta dei millennials, la generazione cresciuta a cavallo tra il 20esimo e il 21esimo secolo. La crew è composta da 5 ragazzi creativi, tutti coinvolti in attività artistiche con lo scopo di raccontare e raccontarsi. C’è Luigi, musicista di 32 anni, l’organizzatore materiale del progetto; poi ci sono Didié, cantante, Andrea, un creativo, un altro Andrea, artista e infine Alessio, videomaker venticinquenne. Il desiderio che li muove è di incontrare, conoscere ragazzi come loro in ogni Paese, per dar voce alla loro esperienza. Come racconta Luigi: «Non è una corsa contro il tempo, ma un tentativo di andare alla scoperta dei nostri coetanei, un modo per conoscere le città in cui vivono e i loro progetti». Sarà infatti possibile seguire la loro avventura su internet, attraverso il sito www.thestereoteller.com, e sui social network come facebook, twitter e instagram. Non è un viaggio individuale, ma un’esperienza da condividere, a disposizione di tutti.

 

 

Il viaggio. Anche le tappe sono pensate seguendo la storia di Jules Verne. Londra-Parigi-IlCairo, passando però per Atene. Poi Dubai, tappa aggiunta dalle tratte aeree, e Mumbai. Trasferimento a Calcutta con mezzi di fortuna, attraverso le intricate vie della sovraffollata penisola indiana. Poi Hong Kong, Honolulu, San Francisco e un lungo coast-to-coast attraverso l’America, in auto, di città in città. Infine Dublino e poi ancora Londra. È un programma lungo e sarà pieno di incognite. All’arrivo niente premio in denaro però, tutto il progetto è stato autofinanziato dai partecipanti. Alcuni partner collaboreranno coi giovani, fornendo loro un appoggio e conoscenze sui posti dove andranno, oltre al supporto tecnico per raccontare le storie che incontreranno. Tra questi i Global Shapers, di cui Luigi stesso è membro, i Millenia Minds, i Sounday, i Soundreef e Housedada. A questo punto non resta che augurare loro buon viaggio.

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