I ragazzi disabili che mappano
tutte le barriere di Mozzo e Curno

Martedì 2 aprile li abbiamo incontrati mentre erano alle prese con un problema che riguarda l’accesso al cimitero dal Tombotto. «Il percorso che collega il centro del paese ai quartieri Dorotina e Pascoletto viene frequentato tutti i giorni da anziani, mamme e bambini, anche per andare al cimitero, ma purtroppo i ragazzi hanno rilevato che l’accesso al cimitero è possibile solo da una scaletta ripida che chi ha problemi di deambulazione o è su carrozzina non può affrontare. Nel prossimo incontro in sede, con la documentazione fotografica del luogo, affronteremo il tema per pensare ad alcune soluzioni per ovviare il problema». Le barriere architettoniche sono un tema che si sta affrontando da decenni. Una sensibilità che grazie anche alle normative ha consentito di rendere il territorio più agevole per chi deve convivere con una disabilità. Marciapiedi con scivoli di accesso, parcheggi dedicati, semafori intelligenti e marciapiedi conformati per i ciechi sono istallazioni che oramai siamo abituati a notare sulle nostre strade.

Un anno fa i ragazzi del Centro Socio Educativo – Cse Padre Angelo Ubiali di Mozzo hanno comunque pensato che una revisione critica del territorio andava fatta di persona. Chi deve convivere ogni giorno con la propria disabilità può testare al meglio la situazione. Anche se all’interno del centro, intitolato a un missionario che «ha vissuto con fede» gli ultimi anni della sua giovane età proprio sulla sedia a rotelle, c’è solo una ragazza con la carrozzina, ma proprio lei ha consentito di mappare al meglio il territorio. Mappare: è lo scopo di questo gruppo di lavoro “speciale” che da mesi fa riunioni in sede sull’argomento. «Il progetto di mappatura – spiega la responsabile del centro Silvia Piazzalunga – delle barriere architettoniche nei due comuni di Mozzo e Curno è un lavoro concreto che i ragazzi del Cse si sono resi disponibili a fare per verificare quali sono i reali ostacoli che ogni giorno anziani, disabili, bambini e mamme con i passeggini devono affrontare. Gli interventi sui territori dei due paesi per agevolare la fruizione delle infrastrutture sono ben fatti, ma i ragazzi in questo anno hanno rilevato alcune criticità, grazie anche a segnalazioni che il tam tam del nostro lavoro ci aveva fatto avere, e hanno deciso di scendere sul campo per verificare. Questo servizio pensiamo possa essere un valido supporto alle amministrazioni comunali e può dare un contributo alla cittadinanza, di cui i ragazzi si sentono orgogliosamente parte, per dare un valore aggiunto a tutta la comunità. Uscire dal centro ha consentito ai ragazzi di aprirsi al…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 36 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 11 aprile. In versione digitale, qui.

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