Da sotto rete a dietro al bancone
Al bar del Palasport c’è Carminati

Pochi metri più in là per dare una svolta alla propria vita. Il palcoscenico è lo stesso – il Palasport -, a cambiare è il copione che dal taraflex si trasforma nel bancone del bar. Storico punto di ritrovo per atleti e appassionati, per Ludovico Carminati è divenuto pressoché una schiacciata senza muro. Dopo le ultime due stagioni vissute in serie A2 con la maglia dell’Olimpia però per il ragazzone di Seriate che compirà 26 anni il prossimo 21 settembre, la pallavolo non è più il centro del mondo. Gli inizi nello Scanzo, la formazione nella nobile cantera di Modena, poi Città di Castello, Cantù e Santa Croce prima di tornare a Bergamo, nelle fila nell’Olimpia. La prima stagione come alternativa in posto 2, la seconda in posto 4, due semifinali play-off e una finale di Coppa Italia persa lo scorso anno con Roma per un biennio che ha catapultato la pallavolo maschile bergamasca nei top club della categoria: «Sarei rimasto volentieri – confessa -, ma non sono arrivate chiamate e neppure messaggi dunque ho dedotto che la mia avventura fosse al capolinea. Peccato, ma restano ricordi splendidi, risultati importanti e l’orgoglio d’aver difeso per due anni i colori della mia città. In estate ho ricevuto proposte dalla A2 cosi come da categorie inferiori, ma non c’erano le condizioni per trovare un accordo che mi permettesse di restare in campo, si prospettava più un dopolavoro e così ho cambiato rotta».

 

 

Eppure la porta resta aperta, nonostante – allo stato attuale – la pagina del libro appare più che voltata: «Potrebbe essere solo un arrivederci – continua Carminati –, ora tuttavia sono soddisfatto della mia scelta di vita che mi porta ad essere impegnato su un doppio fronte, di studio e lavoro». Perché nella ventata di novità del Ludo 2.0 c’è anche una parte “accademica”: «Sono in procinto d’iscrivermi ad un corso di osteopatia della durata complessiva di cinque anni – sottolinea -. Non c’è ancora il riconoscimento come facoltà universitaria, che però dovrebbe arrivare nel medio-lungo periodo. È un modo per restare nel mondo dello sport. Sceglierò tre pomeriggi della mia settimana perché la frequenza è obbligatoria, in modo tale da farli collimare con l’impegno al bar». Un impegno di venti ore settimanali oltre ai weekend per contribuire nel fornire nuova linfa ad un locale storico, ampiamente rinnovato sia nell’arredamento che nelle proposte e con la vulcanica Barbara Vitali più che mai al timone.

Al primo impatto non può passare inosservato il cambio d’illuminazione, neppure l’occhio dell’appassionato con le maglie selezionatissime di Foppapedretti ed Olimpia («l’organico attuale è molto competitivo, in prima linea per la promozione con Spoleto») in bella mostra. Tra Piccinini, Erati, lo stesso Carminati e Maffeis, spunta anche quella della sua dolce metà Miriam Sylla: «Quando ho preso la decisione – ammette – era un po’ perplessa più che altro per il dispiacere nella mia interruzione del percorso d’atleta, poi però ha metabolizzato e ora mi appoggia totalmente anche perché sa benissimo che lo staff del bar, per me come per lei, è una famiglia. Con il suo trasferimento a Conegliano, per vederci utilizzeremo parte di qualche weekend o i giorni liberi». Sempre in tema di materiale esposto, spunta anche una sciarpa dell’Atalanta, di cui Carminati è grandissimo tifoso: «C’è rammarico per come è finita in Europa League – ammette -, ma se si approccia il campionato con la giusta umiltà, ci sono tutte le possibilità per tornarci. Gasperini sa far rendere tutti al meglio, chiunque scelga. Basti pensare a Dijmsiti o a Pessina anche se ritengo che il vero uomo in più sia Ilicic seppur l’ampio restyling consenta ampie scelte». Quel restyling divenuto parola d’ordine anche al bar con le novità portano dritte al pranzo di lavoro, agli aperitivi tutti i giorni fino alle 21, al rinnovamento nel reparto birre e vini: «L’aspetto più bello – osserva – è il contatto con la gente. Un piacere rivedere tanti miei ex compagni e amici. Il primo passo? Prendere dimestichezza con la macchina del caffè. In questo però posso contare su Barbara, che mi fa lavorare come faceva coach Graziosi. Anzi di più…». Per la proprietà transitiva dunque, visto l’andamento dell’Olimpia e l’approdo del tecnico in Superlega sulla panchina di Ravenna, i risultati sembrano garantiti.

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