Ristorante Gio, 5 anni di crescita
Cin cin con bicchiere futuristico

In cinque anni di vita ne ha fatta di strada, in qualità dell’offerta e del servizio, il ristorante Gio, aperto con ambizione e coraggio da Giovanni D’Auria a Seriate lungo la strada verso Albano. In pochi anni l’entusiasmo di Giovanni, grazie anche a un eccezionale direttore di sala come Fabio Rota (sommelier preparatissimo non solo sui vini, Champagne compreso, ma anche sulle acque minerali: è l’unico idrosommelier diplomato che operi nella ristorazione bergamasca), ha conquistato schiere di buongustai, consapevoli di trovare qui serietà e qualità estreme, arricchite da una fantasia di ricette sempre rinnovate.

 

 

Lo dimostra ancora una volta il nuovo menù autunnale avviato in questi giorni, nel quale domina il pesce di mare preparato in ricette perfezionate dall’estro, dall’esperienza di Giovanni e dal gradimento della clientela. In primo piano il grande antipasto della casa: scampi al vapore con lamponi ghiacciati, insalatina di totanelli, alice fritta, gambero, polpetta di baccalà, piovra saltata, stracciatella con alici del Cantabrico, ostrica. E come non lasciarsi tentare anche dalle mazzancolle in tempura, dai paccheri secondo Gio o dal totanello ripieno di Bagòs con lupini pescati? Per chi vuole per una volta evitare il pesce, ecco valide soluzioni alternative: gnocchetto di ricotta con ragù di coniglio, olive taggiasche e stracciatella di bufala; risotto con carciofi e sfere di Taleggio ghiacciate; bocconcini di cinghiale con polenta di Storo.

 

 

I dessert sono tutti ben curati: a noi è piaciuto molto il gelato al marron glacé con croccante al Taleggio. Per soli 7 euro è una golosità da non perdere. La Carta dei vini è sempre più ricca e qualificata. Quanto al servizio e alla “mise en place” , ecco una novità che non avevamo ancora trovato in nessun ristorante: un nuovo bicchiere da vino ideato e prodotto dalla nota azienda danese Zalto. Si chiama “Zalto Gravitas Omega”: un bicchiere accattivante e di stile, la cui eccezionalità consiste nel fatto che non è provvisto di piede. Si può farlo roteare delicatamente e con cautela con movimenti circolari in modo che il vino esprima al meglio il suo sapore. Un lato del calice presenta una piccola sezione piatta che consente di appoggiarlo sul tavolo impedendogli di cadere. E’ consigliato per i vini rossi, dove profondità, carattere e ricchezza sono parole chiave importanti. Un bicchiere decorativo, utile e caratteristico. Un segnale di Gio per dire che c’è ancora spazio e tanta volontà per eccellere definitivamente nel firmamento della ristorazione.

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