La rivoluzione delle ruote arancioni
Anche l’hinterland vuole le MoBike

Dallo scorso fine settimana, a Bergamo, hanno suscitato la curiosità anche di quelli che non avevano ben capito di cosa si trattasse. MoBike è un bike sharing differente, perché non servono stazioni e stalli, come per le BiGi. Le si prende e le si lascia dove si vuole (basta che sia un luogo pubblico e consentito, non intralci il traffico né ostruisca il passaggio sui marciapiedi). Si pagano, prenotano e localizzano attraverso una app sul cellulare, sono robuste anche se un po’ curiose da guidare (ruote piccole, ciclistica un po’ diversa da quello a qui siamo abituati in Italia). Ma il sistema funziona e hanno cominciato a spuntare ruote arancioni un po’ ovunque, anche in quei quartieri in cui di stazioni BiGi non ce ne sono. Ne sono state messe 500 in città, e pare che in pochi giorni si siano iscritte oltre tremila persone.

Una petizione per l’hinterland. Il nuovo servizio fa gola anche ai Comuni dell’hinterland. È delle ultime ore la petizione su Change.org, segnalata da Bergamonews, sull’estensione ai territori della cintura di Bergamo: Seriate, Torre Boldone, Ponte San Pietro, Mozzo, Curno, Lallio, Ranica, Ponteranica, Azzano San Paolo, Orio al Serio, Gorle e Treviolo. L’idea è stata lanciata dal gruppo Bergamaschi che non ne possono più dei pm 10. Ecco il testo integrale della petizione:

 

Spettabili Comuni confinanti con il capoluogo di Bergamo,

vista la recente introduzione del servizio MoBike a Bergamo, che permette l’utilizzo free-floating di biciclette, liberamente usufruibili dagli utenti registrati mediante apposita app, con possibilità di lasciare la bicicletta dopo l’utilizzo in qualsiasi luogo pubblico;

visto il favore che tale iniziativa ha riscontrato, con un utilizzo subito elevato da parte dell’utenza, alla pari di quello attualmente registrato a Milano e superiore a quello di Firenze;

visto il beneficio apportato in genere dall’utilizzo del mezzo a due ruote sull’automobile in termini di lotta all’inquinamento atmosferico, di socialità, di vivibilità delle città, di benessere fisico per chi lo pratica;

tenuto conto della limitazione del servizio, che permette l’utilizzo sul solo territorio comunale dell’ente che ha sottoscritto la convenzione con l’operatore privato gestore del servizio; e che l’utilizzo della bicicletta al di fuori di tale territorio causa all’utente l’addebito di 20 euro ogni 30 minuti;

essendo venuti a conoscenza delle iniziative dei Comuni di Bagno a Ripoli, Scandicci e Sesto Fiorentino, che a seguito dell’adesione di Firenze al servizio, han ritenuto opportuno sottoscriverlo a loro volta;

i sottoscritti cittadini chiedono che le vostre amministrazioni si attivino al più presto per richiedere il servizio MoBike anche sui territori comunali di rispettiva competenza, contigui al territorio cittadino, in modo da permettere l’utilizzo delle biciclette anche per gli spostamenti da e per il capoluogo.

 

Arrivano dalla Cina. MoBike è arrivato in Italia dalla Cina lo scorso mese di settembre, partendo nelle città metropolitane di Milano e Firenze e nel Comune di Cremona, riscuotendo grande successo. «La nostra città è la quarta in Italia nella quale si sperimenta questo tipo di servizio – ha spiegato il sindaco Giorgio Gori – e siamo convinti che possa essere una piccola rivoluzione culturale per i bergamaschi. Siamo felici che la nostra città sia tra le prime in Italia per questo servizio: è il riconoscimento del fatto che siamo città attenta all’innovazione anche nell’ambito della mobilità. Nel mondo sono ora 7 milioni le biciclette di MoBike e Bergamo è la seconda città, delle 200 in cui MoBike è presente, sotto i 500mila abitanti ad usufruire di questo servizio».

Quanto costano. La tariffa promozionale è di 0.30 euro ogni mezz’ora di utilizzo al servizio, semplice e intuitivo grazie a una applicazione gratuita universale scaricabile su qualunque smartphone. Sulla app si possono reperire su una mappa tutte le biciclette disponibili, si possono prenotare e una volta raggiunte basta inquadrare il codice Qr che si trova sulla bicicletta. Per registrarsi è necessaria la carta di credito, che servirà a pagare il servizio, sia che si scelgano pass mensili o annuali sia che si utilizzi la tariffa promozionale di 30 cent (la tariffa a regime sarà di 50 cent) ogni mezz’ora. «Dopo anni di funzionamento e sviluppo davvero importante del bike sharing gestito dal Comune e Atb – ha spiegato l’assessore alla mobilità Stefano Zenoni – si aggiunge un servizio assolutamente innovativo nella sua concezione in grado di coprire tutta la città. Crediamo che l’insieme di questi due sistemi in questa fase possa davvero spingere molte persone ad utilizzare la bicicletta per gli spostamenti dentro l’ambito urbano, contribuendo in modo consistente allo sviluppo della mobilità sostenibile. In parallelo a questi servizi continua l’azione del Comune per realizzare percorsi ciclabili sicuri, e da oggi anche spazi dedicati alle biciclette del bike sharing nei luoghi strategici della città».

I commenti di Aribi e Legambiente. Dichiara Claudia Ratti, presidente di Aribi – Associazione per il Rilancio della Bicicletta: «I sistemi di bike sharing sono anche ottime soluzioni per contrastare il dilagante fenomeno dei furti di bici private che tropo spesso non vengono scelte dai cittadini come mezzo di trasporto anche su brevi tratte, proprio per evitare il rischio». Nicola Cremaschi, presidente di Legambiente Bergamo: «Bene l’arrivo di MoBike che va ad essere un altro tassello nelle proposte per la ciclabilità fatte da questa amministrazione. Non neghiamo che ci piacerebbe, però, un lavoro di ascolto delle piccole esigenze quotidiane dei ciclisti che permetta di risolvere piccoli problemi che si trascinano».

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