Il sabato mattina, ad Alzano L.do
si trovano i sapori buoni della terra

Sono stati tutti fulminati sulla via della campagna. Nel senso che prima conducevano una vita del tutto diversa, poi hanno scoperto la terra. Chi ha scoperto le capre, chi le api, chi la coltivazione delle mele e dell’orto. E adesso sono tutti qui, in questo sabato mattina, nella piazza più celebre di Alzano, davanti alla chiesa di San Martino, con le sue famose sagrestie. Un piccolo gioiello, come un gioiello è tutto il centro storico di questo paese. Il mercatino dei prodotti dell’agricoltura si tiene ogni quarto sabato del mese, di mattina. Un po’ di gente va e viene. Ma il mercatino soffre. Manuela Martinelli viene dalla Valle del Lujo, qui a due passi, porta i suoi prodotti, i suoi formaggi, formaggelle, yogurt. Dice: «Il titolare dell’azienda è mio figlio Vittorio che ha 23 anni. Noi abbiamo cinquanta vacche, di cui ventiquattro producono latte. La situazione del mercatino di Alzano non è positiva: le cose andavano bene, poi ci sono stati problemi, le bancarelle si sono dimezzate, la clientela è diminuita». È un peccato, perché questi sono tutti prodotti genuini, che arrivano da paesi e valli qui attorno; e sono tutti a buon prezzo perché la filiera è cortissima: dal produttore al consumatore. Stop. E allora si possono pagare le formaggelle nove euro al chilo contro i sedici-diciassette dei supermercati. O il miele di castagno, di alta qualità, a dieci euro contro i quindici-venti al chilo della grande distribuzione. Fra i problemi del mercatino anche delle difficoltà con il Gas (Gruppo acquisto solidale) del paese. Accanto alla bancarella dei formaggi della Valle del Lujo ecco il banchetto dell’azienda agricola “Il Giardino dei Semplici” che si trova a Dossena. Un banchetto affascinante, con profumi, erbe, polveri. Dice l’addetto: «La nostra azienda si concentra sulla coltivazione di piante aromatiche, officinali, medicinali». E allora ecco il profumo con essenza di lavanda, ecco la polvere di maggiorana, di salvia, ecco il ginepro, la canapa…

Rinascita. Dai profumi e dalle essenze passiamo al banco successivo, di Gianluca Casali, che racconta: «Io facevo il saldatore, ero specializzato in saldature speciali. Poi, a trentadue anni, ho cambiato. Da allora sono passati vent’anni. Sono stato rapito dalla natura. Ho cominciato con quattro capre, al principio per hobby. Poi ho cominciato a sistemare una proprietà, su al Monte di Nese, era un posto abbandonato, sul colle, ho cominciato pian piano e adesso siamo a buon punto, abbiamo una bella azienda agricola, prati, pozze per l’abbeverata. È diventato un posto bello, da visitare. La vita è dura, certo, il lavoro impegnativo, ma vuole mettere la soddisfazione? Avere ridato vita a un posto abbandonato è una cosa che ripaga di tanti sacrifici». L’azienda agricola di Gianluca Casali si occupa in particolare di allevamento delle capre e dei maiali. Il suo banco è disseminato di formaggi, formaggini e salami. La sua ricotta di capra l’abbiamo comprata e sbafata tutta a pranzo, il giorno stesso: una delizia. Dopo le vacche, le erbe officinali e le capre ecco l’angolo delle api, tenuto da Filippo Minuscoli, orgoglioso del suo lavoro: «Per favore, scriva che il miele che vendo è tutto mio, che lo garantisco. Tutto miele prodotto da me in diversi luoghi. La sede della mia azienda agricola di apicoltura si trova a Comenduno di Albino, in via Provinciale 86/C, guardi, le do anche il numero di telefono: 3386470461. Così se qualcuno è interessato… Ho cominciato quattro anni fa, mi sono appassionato e ho lasciato il mio lavoro all’ufficio tecnico di un’azienda che si occupa di energie rinnovabili. Lavoravo tutto il giorno al computer. No, non era una gran vita. Poi ho scoperto le api, ho imparato il mestiere e adesso questa è la mia professione. Nella stagione buona porto le arnie in diversi luoghi per ottenere mieli diversi, delle varie fioriture. A fine giugno vado in alta montagna per il rododendro, prima si va nei boschi di castagno per ottenere il miele di questa fioritura; poi ci sono i pascoli primaverili per i millefiori di montagna… e poi c’è il periodo del ciliegio… è un lavoro molto interessante, duro, certo, ma che mi piace molto».

Le buone mele. La soddisfazione della terra. Tornare a vedere piante che crescono, il miracolo di frutti che man mano maturano sugli alberi. Curarli e difenderli dall’attacco dei parassiti, della grandine. È quello che fa Giovanni Locatelli che ha trentuno anni e insieme al padre Ulisse si occupa dell’azienda agricola “Il giardino della frutta” di Corna Imagna. Il suo banco offre, in questo periodo, soprattutto mele, dalle Golden alle Delizia. E poi succhi di frutta, confetture di frutta, verdure sott’olio… Dice Giovanni: «Io lavoravo sui cantieri, facevo diversi mestieri, muratore, idraulico, carpentiere. Ma poi ho deciso di tornare a lavorare nell’azienda agricola di famiglia. È un lavoro di sacrifici, certo, e il guadagno non è mai sicuro e comunque limitato. Però è un lavoro che mi rende felice. Noi abbiamo diverse coltivazioni, in particolare il frutteto. Le mele magari non sono bellissime da vedere, ma sono buone e sane. Facciamo trattamenti minimi, con sostanze che non restano. Vede, non bisogna guardare al numero di trattamenti. Io posso farne anche trenta o quaranta, ma se faccio trattamenti a base di propoli o di rame, allora si tratta di approcci naturali, superficiali, che vengono lavati via anche solo dalla pioggia. Ma se io invece faccio un trattamento antiparassitario sistemico, che cioè entra nelle radici, passa all’albero e quindi al frutto… be’, allora possono essere anche solo due o tre trattamenti all’anno, ma quando noi mangiamo la mela, ci mangiamo pure quelle sostanze».

Le capre di Lujo. Il discorso è molto chiaro, quando mangiamo una mela ricordiamocene. E poi ecco il banco di Mattia Benigni, di ventinove anni, che andava a scuola ma poi una volta, un’estate, andò in alpeggio e da quel momento si innamorò della natura, delle capre e delle pecore, delle vacche. «Adesso lavoro stabilmente nella nostra azienda di allevamento delle capre, a Lujo, la valletta che sale da Alzano Lombardo e arriva fino al comune di Nembro. Produciamo formaggi, è un’azienda familiare». Sacrifici, lavoro duro, soldi pochi. Ma un senso della vita che giustifica lo stare al mondo. Un collegamento con un tempo lontano. È per il valore che ispira la terra, che ispira l’agricoltura che diverse cooperative sociali danno lavori di questo tipo a persone in difficoltà, che devono recuperare un’armonia fra loro e il mondo. Una cooperativa sociale è il Cantiere Verde di Cene, dove sono occupate sedici persone nel giardinaggio e nella coltivazione degli ortaggi su terreni e serre, facendo coltivazioni biologiche. Dice Giulio Visinoni, che ha quarantanove anni e arriva da Rovetta: «Vent’anni fa ho cambiato vita. Prima realizzavo strutture in legno lamellare, poi ho riscoperto la terra, la coltivazione. Meglio così».

Un buon moscato. Vicino agli ortaggi floridi del Cantiere Verde ci sono i formaggi di Giacomo Rossi della Cascina Sole di Alzano Lombardo. Dice Emilia Rossi: «Noi giochiamo in casa, abbiamo un’azienda con sessanta vacche, produciamo formaggi proprio qui ad Alzano. Il mercatino? Era partito bene, poi è andato in calando. Speriamo che si riprenda». E per finire, il vino. Ottimo vino rosso – o bianco – dell’azienda Cavalli Faletti di Villa di Serio, a tre, quattro chilometri da qui. Dice Giorgio Cavalli, altro convertito all’agricoltura: «Facciamo del Val Calepio Doc, del Moscato di Scanzo Dog e il Colleoni Doc. Frequentiamo diversi mercatini come questo proponendo il nostro vino. Abbiamo anche la collezione atalantina, con le etichette dedicate ai giocatori dell’Atalanta, caricaturizzati da Luca Nosari, un abile disegnatore. Le cose potrebbero magari andare anche meglio… ma non ci lamentiamo».

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