Salutiamo Bergamo da quarti
E con grandi sogni nello zaino

Ottanta minuti di ansia, la sensazione che anche stavolta la porta avversaria sia stregata, e invece, alla fine, il grande cuore della Dea la spunta ancora e l’Udinese crolla sotto i colpi di de Roon e Pasalic. L’ultima gara a Bergamo della stagione si chiude 2-0 per l’Atalanta: i nerazzurri meritano ampiamente la vittoria ma fanno ancora una volta una fatica enorme ad avere la meglio su avversari che lottano per la salvezza, sudando le proverbiali sette camicie. Non importa, alla fine la fatica passa e conta solo il risultato, con la classifica che adesso dice Atalanta 59 al quarto posto solitario. E in finale di Coppa Italia. Spettacolo puro.

Ilicic e Barrow in tribuna, Pasalic titolare e ben quattro ragazzi della Primavera in panchina nell’ultima gara a Bergamo della stagione (Piccoli, Peli, Colpani e Cambiaghi). Qualche sorpresa alla lettura delle formazioni per tifosi e addetti ai lavori dell’Atalanta: le scelte del tecnico Gasperini sono confermate ma le due esclusioni anche dalla panchina del numero 72 sloveno e del numero 99 gambiano sono una sorpresa. Per il resto, rispetto alla sfida di Coppa Italia di giovedì, dentro Mancini e Hateboer dall’inizio (in panchina Djimsiti e Castagne) e tutti gli altri sono i titolarissimi. Nell’Udinese, panchina per Okaka, con Pussetto e Lasagna nel tridente insieme a D’Alessandro. Tardo pomeriggio soleggiato a Bergamo e prima della sfida il giovane Andrea Colpani viene premiato come miglior talento del settore giovanile. Il tutto davanti a una cornice di pubblico comunque importante considerando l’orario e il giorno lavorativo: sono oltre diciottomila gli spettatori presenti. Nonostante le assenze, l’Atalanta parte molto bene nel primo tempo e solo una scelta inspiegabile di Giacomelli da Trieste blocca l’azione del vantaggio al 7’: sulla sinistra offensiva della Dea, D’Alessandro entra malamente su Gosens (fallo netto, era pure giallo) ma la palla dell’esterno mancino arriva comunque al centro dove Zapata e Pasalic rifiniscono per de Roon che manda la palla in rete. Tutto inutile però: Giacomelli ignora il vantaggio e fischia un calcio di punizione inutile che fa innervosire tutto lo stadio. L’Udinese sembra pensare solo a limitare i danni, la Dea continua a spingere e al 18’ serve un autentico miracolo di Musso per negare la gioia del gol a Gosens su angolo del Papu.

Al 19’ con Zapata e al 24’ con Gomez dopo uno scambio con il colombiano, i nerazzurri arrivano dalle parti del portiere friulano senza riuscire a sbloccare la situazione; al 26’ Sandro appoggia tra le braccia di Gollini ma è nell’ultima parte del primo tempo che la Dea costruisce altre occasioni colossali per il vantaggio. Al 27’ azione da playstation della Dea: Zapata mette sul secondo palo un pallone perfetto e de Roon arriva di gran carriera calciando in corsa e costringendo Musso al secondo miracolo di giornata. Al 36’ Pussetto manda sul fondo da fuori area, al 37’ è Pasalic a mandare la palla appena a destra dell’incrocio dei pali e, dopo una bella iniziativa di Lasagna che non trova la porta, arriva l’ultima buona opportunità del primo tempo: assist di Zapata per Pasalic, il sinistro in corsa del croato gira bene ma è solo un pelo alto e lo 0-0 resiste ancora anche dopo un minuto di recupero concesso da Giacomelli al termine dei primi 45’ regolamentari.

In avvio di ripresa, Gasperini cerca di sbloccare la situazione con l’ingresso di Piccoli (classe 2001) al posto di Mancini. De Roon passa in difesa. Per un bel po’, però, i nerazzurri faticano a trovare il bandolo della matassa. Al 57’ Gomez (il migliore in campo) scarica sul fondo un destro potente, al 60’ il solito numero 10 degli orobici mette dentro per Zapata che crossa ma Piccoli viene contrato in angolo e al 68’ tocca ancora a Musso respingere da campione un destro del solito Papu destinato all’angolino. Al 69’ Hateboer da zero metri non trova la deviazione vincente, al 72’ lo stadio prova un brivido clamoroso sul palo di De Paul ma siccome l’Atalanta non muore mai nel finale di gara arrivano i due gol decisivi che regalano il sogno ai nerazzurri. Prima ci pensa Masiello a incunearsi in area prendendo il rigore per fallo di Sandro: sul dischetto si presenta de Roon (82’) e il suo destro spiazza Musso scatenando la gioia dei tifosi orobici. Un paio di minuti più tardi, Pasalic mette al sicuro il risultato con un sinistro deviato che si insacca all’angolino (85’) e gli ultimi giri di lancette sono importanti solo per la festa e l’ultimo (grande saluto) dei gradoni della Curva Nord. Adesso ci aspettano cinque gare, tra campionato e finale di Coppa Italia, da giocare lontano da Bergamo: zaino in spalla e viao, se le vinciamo tutte sarà trionfo totale.

 

 

Atalanta-Udinese 2-0
Reti: 82’ Rig. De Roon(A), 85’ Pasalic (A)

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Mancini (46’ Piccoli) Palomino, Masiello; Hateboer, de Roon, Freuler (78’ Djimsiti), Gosens (64’ Castagne); Pasalic; Gomez, Zapata. All. Gasperini.

Udinese (4-3-3): Musso; De Maio (71’ Nuytinck), Zeegelaar, Samir, Larsen; Mandragora (74’ Badu), Sandro, De Paul; D’Alessandro (84’ Okaka), Pussetto, Lasagna. All. Tudor.

Arbitro: Giacomelli di Trieste (Longo e Tasso; Nasca; Pasqua e Lo Cicero).

Ammoniti: 55’ Zeegelaar (U), 64’ Samir (U).

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