«Scansarci? Non è mai successo
Il Papu adesso deve reagire»

Sorridente, deciso, gagliardo e convinto: Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Atalanta e le sue parole sono molto importanti. Oltre venti minuti di chiacchierata con i giornalisti presenti e concetti chiari espressi sempre con il sorriso sulle labbra, segno di una serenità invidiabile e di un gruppo che ha tutta l’intenzione di regalare un’altra avventura europea a tutta la tifoseria bergamasca.

Come ci arriviamo. «Noi ci arriviamo indubbiamente bene, il successo di Bologna è una bella iniezione di fiducia sia per i tre punti che per la classifica, che è migliorata. Certamente non è il momento migliore per andare dalla Juve, visto che lo facciamo in mezzo a due trasferte. Forse il momento migliore non c’è mai, è una gara di recupero e affrontiamo una squadra che ha il morale alle stelle. Male che vada, ci saremo tolti questa partita; se invece facciamo risultato ci avviciniamo ancora a quelle davanti. Giochiamola al massimo».

La forza della Juve. «I numeri parlano chiar,o ma è vero che nei confronti con loro, ultimamente, siamo stati molto vicini a fare qualcosa di importante. Stavolta abbiamo due risultati a disposizione, per farcela dovremo essere bravi a fare tutto molto bene e quindi prepariamoci al meglio. In trasferta stiamo facendo bene? Vero, non so se questo accorcia le distanza ma penso che la Juve sia la squadra più forte del campionato: se la corsa scudetto è ancora aperta è merito del Napoli, visto anche lo scontro diretto. Ma i numeri dei bianconeri sono davvero grandiosi».

Le condizioni di Caldara e Gomez. «Caldara proverà, vedremo lui e qualche acciaccato che ci portiamo dalla sfida di domenica. Oggi è il primo allenamento tutti assieme, de Roon sta bene mentre quelli da vedere sono Rizzo, Bastoni e Gomez, oltre a Caldara. Spinazzola e Petagna hanno qualche piccolo fastidio ma già oggi sarà tutto ok. Il Papu ha un risentimento muscolare da tenere monitorato».

L’Atalanta non si scansa. «È una gara importante, capisco la voglia di tutti di tenere il campionato aperto ma vi assicuro che noi giochiamo prima di tutto per noi stessi. Il nostro obiettivo è cercare di fare punti per la nostra corsa all’Europa. Lo abbiamo sempre fatto, contro tutti, e non ci possono essere dubbi: non ci siamo mai scansati con nessuno. E sarà così anche domani. Se facciamo punti saremo felici per noi, questa è la cosa più importante».

Juve e Napoli, due concetti di calcio diversi. «Il calcio si può interpretare in tanti modi, conta vincere ma ci si può arrivare con strade diverse. Se hai quel passo vuol dire che sei forte, il calcio è molto vario e si possono ottenere i risultati con tanti modi di andare in campo. Mi piacciono tutte e due le squadre, non sono d’accordo con chi dice che la Juventus gioca male e nemmeno con chi pensa che il Napoli giochi sempre bene. È bello vederle giocare come mi piace vedere molte altre partite».

 

 

Allegri e Gasperini allievi di Galeone. «Il paragone, allenando la Juventus lui e l’Atalanta io, diventa complicato. Lui di certo ha fatto sempre molto bene, la scuola comune di Galeone ci ha dato la voglia di andare sempre in campo per cercare il risultato e vincere. Quel Pescara non era uno squadrone ma abbiamo comunque fatto ottime cose.

Il contratto a vita. «In Italia è difficile pensare ad un Ferguson, durano poco le società e quindi anche gli allenatori. Di esempi, dalle nostre parti, non ce ne sono come l’ex Manchester United o Wenger con l’Arsenal. Per quanto mi riguarda, dico solo che sono longevo e quindi ci sarebbe da fare un contratto almeno trentennale (ride, ndr). Meglio andare avanti un pezzo per volta».

Le scelte di formazione. «Qualcosa potrei cambiare, sappiamo cosa può fare la Jvuentus in base alla presenza o meno di Higuain e di Dybala. Vediamo, anche perché poi abbiamo il Verona, ma penso che non ci sia una squadra che, quando si gioca ogni tre giorni, mantiene tutti gli stessi effettivi. Questa polemica del turnover la chiuderei qui. Siamo in una situazione un po’ diversa rispetto a quando venne deciso il rinvio, quella domenica venivamo dalla doppia sfida al Dortmund (più la Fiorentina in campionato) e dovevamo giocare due volte in tre giorni con la Juventus. Io la panchina l’ho sempre utilizzata, durante tutto l’anno».

La condizione fisica. «Devo dire che abbiamo alcuni elementi che si sentono veramente molto bene, la nostra condizione è ottima e anche se ogni giorno bisogna lavorare per migliorare e tenerla alta sono stati importanti gli allenamenti delle ultime due settimane. Dopo la sosta inizia la volata finale ma sono molto tranquillo, per noi questa cosa è fondamentale».

La corsa europea. «La sconfitta della Samp a Crotone è nella logica della battaglia che mi aspetto in questa fase della stagfione. Crotone, Spal e Verona hanno vinto e la corsa per restare in Serie A si è riaperta. Per l’Europa c’è molta battaglia, Fiorentina e Torino sono dentro e siccome mancano tanti punti non è il momento di fare tabelle. Guardate il Benevento: sono in fondo alla classifica e battagliano con tutti. Con loro nessuno vince facilmente ed è bellissimo sia così. Il Milan è una squadra con dei valori, credo che dobbiamo pensare a noi stessi e puntare a fare 6-7 vittorie, perché siamo un po’ attardati e quindi dobbiamo recuperare. Serve qualcosa di super per agganciarli. Chiaramente la doppia sfida con Udinese e Samp a cavallo di Pasqua sarà molto importante: questo è il momento in cui possiamo rientrare. Se ci riusciamo, poi corriamo con le altre».

Cosa dire ai ragazzi prima del match. «Serve fare tutto bene. Sono convinto che a Torino domani non finirà 0-0, loro come il Napoli prima o poi lo segnano sempre e i risultati sono lì da vedere quindi per fare risultato serve fare gol. Nelle ultime sfide perse con Juve e Napoli abbiamo perso 1-0, bisogna difendersi bene e cercare di segnare».

Il momento di Gomez. «Lui ha avuto episodi che lo hanno visto protagonista che avrebbero potuto farlo considerare straordinario se si fossero tramutati in gol. La prestazione c’è sempre stata, l’ho visto bene ed è stato sempre efficace nella nostra squadra. Domenica ha avuto un calo morale, però è il capitano e non deve abbattersi mai: non può essere a terra, può sbagliare e capita a tutti, ma bisogna reagire e adesso è il momento decisivo. Se sta bene, gioca e deve reagire insieme alla squadra: non abbiamo pressioni, la società e il presidente hanno sempre detto che volevano salvarsi e quindi adesso siamo dentro a una corsa in cui vogliamo fare il massimo. Se non arriviamo sesti non è che abbiamo fallito la stagione mentre sarebbe un fallimento se non provassimo a fare di tutto per andare ancora in Europa».

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