Treviolo, i bimbi a scuola li portano
gli Alpini (che son finiti pure in tv!)

Il problema del rientro pomeridiano da scuola per una decina di bambini della Roncola è stato risolto. Tutto merito del Gruppo Alpini di Treviolo, che ha dato la sua disponibilità per garantire il servizio di trasporto dal lunedì al venerdì. L’autobus scolastico viene usato negli stessi orari per i bambini della materna e il Comune aveva spiegato che predisporre un servizio apposito sarebbe stato molto costoso. È stato quindi chiesto alle associazioni se ci fosse qualcuno disponibile a guidare il mezzo dell’amministrazione, e gli alpini hanno subito risposto favorevolmente. «Il nostro impegno settimanale sarà dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 17» spiega Fiorenzo Maffioletti, Capogruppo Ana di Treviolo. I volontari coinvolti saranno diciotto, tra alpini e amici, compresa qualche signora che darà una mano nella gestione dei bambini. «Faremo una specie di turnazione, in modo che l’impegno individuale sia di un paio di pomeriggio al mese, per fare in modo che non diventi pesante per nessuno». Il pullmino sarà messo a disposizione dall’amministrazione tramite l’ufficio servizi sociali, e saranno a suo carico anche le spese per l’assicurazione, il gasolio e il bollo. «Noi ci mettiamo il nostro tempo a costo zero – continua Maffioletti -. Abbiamo preso questo impegno e andremo avanti dal 7 gennaio fino all’8 giugno».

 

 

Alpini sulla Rai. Grazie a questa iniziativa, gli alpini di Treviolo sono finiti alla ribalta delle cronache e il loro primo viaggio è stato ripreso da una troupe di Rai Tre. «Tutta questa risonanza mediatica non ce la sappiamo spiegare, anche se è una bella cosa che si parli di noi in un’epoca in cui, purtroppo, siamo sempre di meno a causa della soppressione del servizio militare. Per questo cerchiamo di coinvolgere nel nostro gruppo tanti amici, perché è la mentalità che conta: la nostra è incentrata sulla solidarietà e sull’aiuto al bisognoso. Questi sono i nostri capisaldi». E sul fatto di essersi messi in gioco a supporto delle famiglie della Roncola, aggiunge: «Abbiamo fatto questo servizio volentieri per i genitori e per i bambini del paese, sono tutti bambini di sette anni che frequentano la prima elementare».

Le altre iniziative. Maffioletti, che è capogruppo dal 1983, spiega che questa non è l’unica iniziativa benefica che stanno portando avanti. «Il nostro obiettivo è quello di aiutare la gente, dando i pochi soldi che raccogliamo a chi ne ha bisogno, e di aiutare il Cre». Inoltre, da aprile dell’anno scorso, la loro struttura ospita tutti i martedì un gruppo di malati di Alzheimer. «Non avevano uno spazio nel quale andare e noi abbiamo messo a disposizione i nostri locali. D’estate stanno all’aperto e d’inverno al chiuso». Ma c’è dell’altro. Gli alpini di Treviolo danno il loro aiuto alla sezione di Endine Gaiano, paese nel quale c’è una sala che raccoglie i ragazzi disabili della valle, pensata, costruita e gestita dagli alpini con l’aiuto di tre suore laiche. «Noi, come tanti altri gruppi di alpini della Bergamasca, abbiamo dato loro un bel sostegno. Aiutiamo anche degli amici, gemellati con noi, di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, che hanno una casa di riposo antica, ex residenza di frati, completamente ristrutturata». Le raccolte del gruppo provengono dalle cene per i soci, dalle donazioni e dalla campagna di tesseramento. «Abbiamo tanti amici che ci aiutano volentieri. Poi, annualmente, abbiamo in programma alcuni eventi grazie ai quali raccogliamo fondi. Facciamo la cena sociale, e la castagnata la seconda domenica di ottobre, durante la quale si può assaggiare anche dell’ottima polenta e asino. Un evento aperto a tutti che proponiamo da tredici anni. Comincia il sabato pomeriggio e si protrae per tutta la domenica, impegnando dai 40 ai 50 volontari». L’associazione conta 165 persone, di cui 115 alpini, mentre il resto sono amici. «Siamo una bella squadra, organizziamo anche due o tre gite all’anno, facciamo le sfilate nazionali, andiamo alle feste dei vari paesi perché quasi tutte le settimane c’è una ricorrenza».

 

 

Verso il 65esimo. Nel 2020 il gruppo Ana di Treviolo festeggerà i suoi 65 anni. «Contiamo di avere tanti amici alla grande festa che organizzeremo», auspica Fiorenzo mentre mostra con orgoglio la struttura che li ospita, un posto molto bello circondato dal verde. «La nostra casetta è nata nel ’93, erano dei moduli abitativi del terremoto del Friuli e ne abbiamo comperato uno pagandolo due milioni di allora, e poi l’abbiamo adeguato alle nostre necessità». La stanza principale è sopraelevata e vi si accede grazie a una piccola scala. Quattro anni fa è stata ampliata con una veranda posta a livello del suolo e senza barriere architettoniche, per consentirne l’accesso anche alle persone disabili che frequentano la struttura. «Il bar è il nostro punto di aggregazione. Interamente gestito dai volontari, è aperto di martedì, di giovedì, di sabato e di domenica pomeriggio».

Impegni e obiettivi. Fiorenzo spiega che con la gestione si coprono a malapena le spese. «Bisognerebbe ridurre a due giorni l’apertura, ma è diventato un centro di aggregazione importante nella zona e ci dispiacerebbe non poter dare alle persone la possibilità di incontrarsi qua da noi. Lo facciamo per un fine sociale, questo è il nostro obiettivo». Tra gli impegni di quest’anno degli alpini c’è stata anche la gita offerta ai bambini di terza media della scuola di Treviolo, che sono stati accompagnati al Museo dell’Ana di Bergamo, a Boccaleone. «Tutti gli anni proponiamo un evento che si chiama “Il Tricolore nelle scuole”. Spieghiamo ai bambini cosa è il Tricolore e cosa hanno fatto i nostri nonni per la libertà che abbiamo oggi. Quest’anno abbiamo voluto variare la proposta e invece di andare noi a scuola, abbiamo portato loro nella nostra sede. Il 12 e il 13 dicembre li abbiamo accompagnati con un pullman dell’Atb e abbiamo offerto loro questa gita. Abbiamo fatto l’alzabandiera, mostrato un filmato didattico, fatto una merenda e poi, a gruppi di venti, abbiamo fatto visitare loro il museo». Ma non è ancora finita. «Quattro dei nostri alpini seguono i campi scuola, che sono una  specie di Cre, ma con un’impronta “militaresca”. Ce ne sono parecchi nella provincia di Bergamo, e in uno di questi le nostre penne nere prestano la loro opera come istruttori». Insomma, il trasporto scolastico è solo una delle tante attività che coinvolgono questo gruppo speciale e generoso, ma ci ha fornito un’ottima occasione per parlare di loro.

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