Trova ventimila euro al bancomat
Quarantenne chiama i carabinieri

Andare al bancomat a prelevare e trovarsi di fronte 20mila euro abbandonati nella cassa continua per i versamenti, rimasta aperta forse per un guasto, non capita tutti i giorni. A un 40enne di Urgnano, invece, ieri, poco prima delle 13, è successo. C’erano contanti e assegni. Poteva appropriarsene, invece ha subito allertato i carabinieri: «C’è qualcosa che non va, venite». I militari hanno faticato a credere all’inverosimile racconto telefonico, ma arrivati sul posto hanno constatato che non c’era nulla di inventato, come racconta L’Eco di Bergamo.

Soldi in bella vista. Oltre alle mazzette di banconote e agli assegni c’era pure la distinta di versamento. Grazie a quella distinta è stato rintracciato il titolare di quel tesoretto: un commerciante di abbigliamento piuttosto noto nella zona: durante la mattinata era andato a depositare l’incasso del suo negozio. Il detto “come mettere i soldi in banca”, però, si è rivelato lontano dalla realtà: non avrebbe mai immaginato che tutti i suoi soldi non finissero affatto al sicuro, ma che solo per una fortunata coincidenza e per il senso civico dell’utente che li ha trovati non siano finiti in tasche altrui.

Ricompensa al 40enne. Il commerciante ha promesso di non limitarsi ai ringraziamenti in cui si è profuso quando è stato avvertito dai militari. Nel riprendersi i suoi soldi, ha annunciato che andava premiata l’onestà di quel quarantenne che li aveva trovati: gli darà il 10 per cento della somma.

Cosa dice la legge. Se camminando per strada ci si imbatte in un portafoglio smarrito si ha il dovere di restituirlo immediatamente al legittimo proprietario. Stessa cosa con il denaro, e per qualsiasi altro oggetto trovato per strada. È l’articolo 927 del Codice Civile a stabilirlo. Ma cosa fare invece quando non sia possibile identificare il proprietario dell’oggetto – o del denaro – smarrito? Secondo la legge non è comunque possibile intascarli. Lo stesso articolo 927 del Codice Civile, infatti, stabilisce che se non si conosce il proprietario la cosa mobile va consegnata “senza ritardo” al Comune dove ha avuto luogo il ritrovamento. A questo punto spetterà all’ufficio comunale pubblicare quanto avvenuto nell’albo pretorio per due domeniche successive, con l’avviso che dovrà essere affisso per almeno tre giorni consecutivi. Il legittimo proprietario ha tempo un anno per rivendicare il denaro smarrito e per provarne la proprietà. Scaduto questo termine senza che nessuno abbia titolo o fondamento per pretendere la somma in questione i soldi smarriti diventano di proprietà di chi li ha ritrovati.

La ricompensa non è facoltativa. La ricompensa non è facoltativa. L’articolo 930 del Codice Civile, infatti, stabilisce che – su richiesta del ritrovatore – il proprietario dei soldi o del portafoglio smarrito ha il dovere di corrispondere un premio. L’importo della ricompensa va così calcolato: 1/10 (10%) della somma ritrovata se inferiore a 5,16 euro; 1/20 (5%) della somma ritrovata se superiore. Fino a qualche anno fa chi trovava un oggetto smarrito per strada e non lo restituiva al legittimo proprietario commetteva reato. L’articolo 647 del Codice Penale, infatti, stabiliva che chiunque si appropri illegittimamente di portafogli, soldi e oggetti smarriti debba essere punito con una multa da 30 a 309 euro, rischiando il carcere fino ad 1 anno. Questa fattispecie però è stata depenalizzata dal decreto 7/2016 il quale ha abrogato l’articolo 647 del Codice Penale stabilendo che chi non restituisce un oggetto smarrito compie solamente un illecito civile. In tal caso è prevista quindi una sola sanzione pecuniaria di importo variabile dai 100 agli 8mila euro.

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