Un’ex professoressa di matematica
e 700 scatole di bottoni, tutti diversi

Una nuova attività commerciale ha aperto i battenti recentemente a Curnasco. Stiamo parlando della merceria Art Model, un vero piccolo paradiso per gli amanti del cucito, del ricamo e del lavoro a maglia. Patrizia Zerbini, la titolare del negozio, ci ha aperto le porte di questo mondo fatto di fili, filati, nastrini e accessori di tutti i tipi, parlandoci di questo settore merceologico particolare che, dopo aver attraversato un periodo piuttosto buio, pare ora in fase di ripresa.

Come è nata l’idea di aprire una merceria e perché proprio a Curnasco? «In realtà questo tipo di attività fa parte della nostra tradizione familiare. Mia mamma ha avuto la sua merceria per trent’anni a Bergamo, che gestiva con mio fratello Federico. Quando poi si è pensionata, ho cominciato io a dare una mano in negozio. E questo è durato fino a quando mio fratello ha deciso di cambiare lavoro. È rimasto sempre nel settore e ora fa l’agente per una ditta di merceria. Io invece ho pensato di continuare, cambiando però la sede dell’attività. Il nostro negozio storico di famiglia si trovava a Loreto, in piazza Risorgimento, e si chiamava la Merceria di Loreto. Abbiamo sempre lavorato molto bene fino al momento della chiusura del vecchio ospedale, fatto di cui abbiamo risentito al pari di tutte le altre attività della zona. Lavoravamo molto sul passaggio e da quando l’ospedale ha chiuso la zona è andata via via morendo. Non c’è più il movimento di una volta e anche la nostra attività è stata molto penalizzata. Oltretutto adesso, a Loreto, stanno facendo i lavori di riqualificazione della piazza, quindi per sei mesi sarà difficilissimo parcheggiare. E anche in futuro, con il nuovo progetto, toglieranno tanti parcheggi e faranno zone pedonali, quindi per un’attività commerciale come la nostra che ha tanti clienti che vengono da fuori (Curno, Mozzo e paesi limitrofi), il parcheggio è fondamentale. Per questo abbiamo pensato che fosse giunto in momento di trasferirci. Abbiamo scelto questa ubicazione per una questione di comodità visto che abito a Treviolo. E anche mio fratello abita proprio qui, a due passi dal negozio. Abbiamo sempre visto che questa è una zona di discreto passaggio. Abbiamo anche pensato che, per le nostre clienti, il fatto di venire a Bergamo o di venire a Curnasco non cambiasse poi molto. Oltretutto qui c’è anche un parcheggio vicino e la zona di sta rivitalizzando anche con la recente apertura della nuova farmacia. Quindi abbiamo scelto questo locale che era ormai chiuso da sette o otto anni, l’abbiamo ristrutturato ed eccoci qua».

 

Patrizia Zerbini e il fratello Federico

 

Il negozio, di circa un’ottantina di metri quadrati, è molto ben disposto e luminoso, anche grazie alle grandi vetrine, tre sulla via principale e una ad angolo, che danno luce al locale. «Sono vetrine a tema: una per il ricamo, una per l’uncinetto, una per il cucito e una per gli accessori. Abbiamo anche cercato di gestire l’interno del locale in maniera intelligente, esponendo tutta la merce in vendita in modo che risulti subito ben visibile al primo colpo d’occhio. Tastando il polso delle nostre vecchie clienti, l’impressione è stata quella di un ambiente spazioso e molto ben fornito. Trattiamo tutto ciò che serve per il ricamo, il cucito e la maglia, dai bottoni alle fodere, ai fili, ai filati e a tutti gli accessori necessari per chi fa bricolage. Siamo la classica merceria nella quale si riforniscono anche le sarte. Facciamo anche servizio di sartoria, appoggiandoci a una professionista, e abbiamo una ricamatrice per i capi dei bambini e altro». Ci racconti un po’ la tua storia professionale prima di approdare, in tempi piuttosto recenti, alla merceria di Loreto. «Io nasco come insegnante di matematica. La merceria è un luogo in cui la creatività è di casa e prospera, mentre chi fa matematica, in teoria, non è considerato molto creativo. Io ho imparato a essere creativa da mia mamma, perché lei ha sempre avuto questa passione. Anche ora che è pensionata gestisce i lavori da fuori. Ricamare mi piace e me la cavo abbastanza bene. A Loreto, con mia mamma e mio fratello, abbiamo anche organizzato corsi e laboratori. Qua all’interno del negozio sarebbe un po’ complicato, soprattutto durante l’orario di lavoro, ma più avanti potrei pensare di organizzarli, magari alla sera in qualche sala della zona».

Anche Federico, seppur ormai si stia dedicando più alla parte commerciale del settore merceologico, si sente molto coinvolto in questa nuova avventura della sorella Patrizia. «Non riesco a star lontano dal negozio, ho iniziato che avevo 18 anni e ci sono rimasto per trent’anni – dice -. Ora le sto dando una mano per il lavoro di trasloco e di montaggio dei mobili. Abbiamo fatto tutto noi perché volevamo allestire il locale in modo che fosse funzionale e accattivante. Io giro in tutta la Lombardia perché faccio il rappresentante di commercio nel campo della merceria e questo, purtroppo, è un settore che nel corso degli anni è andato lentamente morendo. Non c’è stato un ricambio generazionale e quindi questo tipo di attività è in via d’estinzione. Le mamme della generazione precedente cucivano tutte, sapevano fare tutte tutto, ma non hanno passato ai figli questa passione. Ora sono poche le persone che sanno fare questi lavori. Nel frattempo le nostre mamme stanno invecchiando e lavorano sempre meno, per cui il giro d’affari delle mercerie è andato calando. Sta tornando un po’ ora, perché si stanno avvicinando alle mercerie ragazze ventenni che, appoggiate dalle loro nonne o motivate dal fatto che le loro mamme sanno poco o nulla di questi lavori, si dedicano al cucito, al ricamo, ma anche al lavoro a maglia. Questo anche grazie alla fiera Creattiva, che pure è rivolta più all’hobbistica, ma che ha stimolato il ritorno alla manualità. Quindi fanno corsi e vogliono imparare. Anche noi vorremmo proporne, di vari livelli: di avvicinamento al cucito per ragazzine adolescenti ma anche per mamme che vogliono imparare quelle quattro nozioni basiche che evitano di ricorrere ogni volta al servizio sartoria. O anche per stimolare una passione. Il nostro scopo è riportare in auge questo settore che va scomparendo. Questo ci ha stimolato a continuare con la nostra attività, seppur con un trasloco. Ora siamo vicini all’uscita della tangenziale, quindi siamo facilmente raggiungibili da tutta la provincia. Inoltre siamo una merceria tradizionale e molto specializzata, perché in Bergamo, città e provincia, siamo in pochi a poter contare 22 mila articoli in negozio, di cui 700 scatole di bottoni tutti diversi, filati di tutti i tipi e delle migliori marche, lane e prodotti di merceria».

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