Barrow, l’Europa, il fatturato record
La Primavera d’oro della Dea

Il pareggio con l’Inter, l’eccezionale primo tempo di una squadra capace di creare cinque nitide palle-gol, lo splendido debutto di Barrow da titolare, lo stadio ancora una volta pieno con oltre 20 mila presenze fra paganti e abbonati, la corsa all’Europa che continua;  il fatturato 2017 che, secondo le previsioni, promette di sfondare lo storico muro dei 100 miioni di euro: sì, per la Dea questa è davvero una Primavera d’oro. E il riferimento è freudiano, pensando alla marcia strepitosa della squadra di Brambilla che ieri ha travolto il, Napoli per 4-1 (Mallamo, Peli, Latte Lath, Kulusevski) con il corollario delle strepitose parate di Carnesecchi, classe 2000, un ragazzo di cui sentiremo molto parlare.

Gli applausi del pubblico agli uomini di Gasperini, al termine della prova con l’Inter, dimostrano quanto i tifosi apprezzino il lavoro del tecnico e gli sforzi dei suoi giocatori. La prova di Barrow avrebbe meritato la soddisfazione del gol e soltanto Samir Handanovic, uno dei migliori portieri del mondo, gliel’ha negata. Ma è una mera questione di tempo per Musa che ha chiuso i primi 45 minuti stremato ed è stato logicamente sostituito da Gasperini. Il tecnico di Grugliasco sa come gestire il lancio di un talento: lo conferma l’inserimento graduale fra i titolari del diciannovenne, nuovo talento scovato nella miniera d’oro di Zingonia.

Conforta la prova collettiva della Dea, di fronte a un’Inter macchinosa e sonnolenta, capace di svegliarsi, solo a tratti, nel secondo tempo quando nessuna delle due squadre voleva rischiare di perdere e c’è riuscita. Ala fine, considerati anche i due splendidi interventi di Berisha, il pareggio è stato un risultato equo, corroborato dall’eccellente rientro di Caldara che ha annullato Icardi (24 gol in 27 gare di campionato; 102 gol in 175 partite ufficiali con la maglia dell’Inter; suo il 48 per cento delle reti totali realizzate in questa stagione dalla formazione di Spalletti), per non dire della nuova, impeccabile prestazione di Masiello. Se tutti sono necessari e nessuno è indispensabile, Masiello di questa Atalanta è l’eccezione alla regola. E tutto questo, perdurando le assenze di Ilicic e Spinazzola.

Il Benevento mercoledì al Vigorito e il Torino, domenica, a Bergamo, ci diranno quante chances avrà ancora l’Atalanta di ritornare in Europa, incrociandone i risultati con il rendimento delle rivali. Nell’attesa, la Dea si goda questa primavera d’oro. È tutta sua.

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