Benedetta sia la notte di luglio
in cui la Dea si prese Josip

Era il 3 luglio dell’anno scorso, la Samp aveva già prenotato le visite mediche, quando il blitz fulmineo dei Percassi indusse Josip Ilicic a dirottare su Bergamo il suo futuro. Cinque milioni alla Fiorentina più bonus, contratto triennale al nazionale sloveno che ha compiuto 30 anni il 28 gennaio e oggi a Verona ha firmato una tripletta che ne esalta una volta di più la classe eccelsa. In attesa di sapere se sia Gasperini il segreto di Ilicic o sia Ilicic ad avere trovato il segreto di una continuità senza precedenti, benedetta sia quella notte di luglio e l’intuizione dell’Atalanta che su Josip ha scommesso e ha vinto.

Un’altra scelta azzeccata sul mercato, un’altra conferma che questa squadra avrà un luminoso futuro, mentre si gode un presente senza limiti. Bergamopost l’aveva detto dopo il recupero con la Juve: a Torino, la Dea aveva perso, ma aveva spremuto i campioni d’Italia a tal punto che soltanto le prodezze di Higuain e Matuidi l’avevano costretta alla resa. Ma la partita da vincere in chiave Europa League era quella contro l’Hellas e i nerazzurri se la sono aggiudicata nel modo più scintillante.

La batosta interna della Samp rende ancora più interessante il recupero con doriani, in programma il 3 aprile, settantadue ore dopo l’incontro interno con l’Udinese, mentre la risalita della Fiorentina, che continua a vincere nel nome di Astori, conferma quanto la lotta per un posto in Europa sarà entusiasmante sino all’ultimo respiro.

A Verona è tornato al gol Gomez, cui solo il palo ha negato la doppietta, però, l’annotazione è platonica: ciò che conta è la prestazione del Capitano. Egli aveva soltanto bisogno di ritrovare la rete: il Var gli ha negato una gioia, ma il Numero Dieci è stato così caparbio da riprendersela, grazie anche all’altruismo di Petagna. Già, Petagna: è il più forte centravanti di manovra del nostro campionato e chissenefrega se anche, alla fine della stagione, non dovesse andare in doppia cifra. Il merito di Gasperini è avere sempre difeso l’attaccante, così come ha fatto con Gomez, bersaglio di critiche ingenerose e improvvide sulla prateria del web dove pascolano battaglioni di imbecilli, per usare il lessico del tecnico. Che, prima di Verona, a Bergamopost aveva testualmente dichiarato: “Insulti a Papu? Non rispondo a chi non ha faccia o non ha nomi. L’insulto a prescindere non va bene. Non siamo di fronte a geni. Diamo fiato a chi vede le partite, non agli imbecilli. Anche perché, se gli rispondi, non capiscono”.

Gasp è unico anche per questo.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.