Se il Cagliari fa l’Atalanta
e l’Atalanta non fa l’Atalanta

Prima chiave di lettura: il Cagliari, per almeno un’ora a Bergamo ha fatto l’Atalanta e l’Atalanta non ha fatto l’Atalanta che così ha incassato la prima sconfitta interna in campionato.

Seconda chiave di lettura: il Cagliari, disposto in maniera eccellente da Maran e in manifesto stato di grazia, grazie al quale oggi ha infilato la nona gara utile consecutiva, ha meritato di vincere per il modo in cui ha vinto: gli applausi ai rossoblù del gigante Nainggolan sono doverosi Non a caso, i sardi hanno agganciato l’Atalanta in zona Champions.

Terza chiave di lettura: dopo soli 39 minuti, un campione del calibro di Ilicic non può lasciare in dieci i compagni commettendo un marchiano fallo di reazione, fermo restando che lo sconcertante arbitro Abisso (nome omen quanto ad abissale sequela di errori) doveva espellere anche il già ammonito Lykogiannis, reo di gomitata allo sloveno.

Quarta chiave di lettura: partita dopo partita, Ruslan Malinovskyi si conferma un acquisto di alta qualità e, se è vero che tutti siano necessari, ma nessuno indispensabile, per la Dea l’ucraino si avvia a diventare un’eccezione alla regola.

Tutto ciò premesso, la sconfitta con i rossoblù può essere archiviata come incidente di percorso nella marcia impressionante di una Dea che mercoledì sera a San Siro rivedrà il City e, probabilmente, in testa aveva già il City, Guardiola e la smania di centrare il primo risultato positivo in Champions. Tanto è vero che a Gomez è stata risparmiata la ripresa e a Muriel l’ultimo scampolo di partita.

Inoltre, non bisogna mai dimenticare come, da quasi tre settimane, Gasperini sia costretto a viaggiare senza Zapata. Ciononostante, a 180’ dalla conclusione del ciclo durissimo di sette gare in ventun giorni, l’Atalanta vanta il miglior attacco del torneo e, soprattutto, si è stabilmente mantenuta in zona Champions. Come ha osservato sabato sera Sarri, dopo la vittoria della Juve sul Toro, a disposizione di tutti ci sono ancora 27 partite e 81 punti. Il City è già dietro l’angolo ed è meglio così: c’è qualcuno che ha molto molto da farsi perdonare. Vero, Ilicic?

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