D’ora in poi l’Atalanta gioca in 12
Applausi al Battaglione Spagnolo

Gian Piero Gasperini ne è convinto. Con questa Curva Nord d’ora in avanti, a Bergamo l’Atalanta scende in campo in dodici. L’allenatore ha perfettamente ragione. Lo dimostra
la carica incredibile che la squadra ha ricevuto dallo spettacolo dei suoi tifosi. Lo confermano i video, subito virali in Rete, che riprendono lo straordinario entusiasmo dei tifosi nel nuovissimo settore dello stadio intitolato a Federico Pisani (impressionante il rimbombo dei cori registrato sulle Mura).

Clamorosamente, meritatamente terza in classifica prima della sosta del torneo, la Dea della corsa in campionato sta andando a una velocità pazzesca: 16 punti in 7 partite, la migliore partenza di sempre in Serie A; il, maggior numero di punti (54) e di gol (53) nell’anno solare 2019; il bombardamento di tiri verso la porta di Gabriel (30); lo stato di grazia di Zapata (6 gol in 7 partite; 35 in 57 gare con la maglia nerazzurra), per non dire di Gomez e di Gosens.

Colpisce la condizione atletica di una squadra che nelle gambe aveva la dispendiosa quanto sfortunata partita di Champions League con lo Shakhtar. Impressiona, soprattutto, la mentalità da grande squadra che contraddistingue lo scorcio iniziale di stagione della Dea, capace di celebrare nel modo migliore il ritorno a casa dopo sei mesi.

Cinque mesi, invece, sono durati i lavori per la ristrutturazione della Curva Nord: un autentico capolavoro di impiantistica sportiva, di passione, di tenacia, di abnegazione. Non è un caso sia Roberto Spagnolo il primo artefice di questa autentica impresa: a lui e al battaglione di tecnici, ingegneri, muratori, operai devono essere rivolti gli elogi per un exploit che onora l’Atalanta e fa onore a Bergamo, esaltando ancora una volta la società dei Percassi. In 153 giorni, Spagnolo e la sua squadra al lavoro in Corso Giulio Cesare hanno dimostrato che cosa significhi mantenere fede a un impegno, che cosa sia la cultura del lavoro, perché il Modello Atalanta riscuota un successo tanto lusinghiero dovunque si parli della Dea. E il bello, Bergamo Post semper dixit, deve ancora venire.

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