Intervista a Veronica Pivetti
Un’interprete libera e amatissima

Uno dei volti più amati dagli italiani, quello di Veronica Pivetti, attrice, regista e doppiatrice per il grande e piccolo schermo. Una carriera folgorante che inizia di fatto con il film di Carlo Verdone Viaggi di nozze nel quale recita il ruolo indimenticabile di Fosca, vittima  del maniacale Raniero. Da qui una serie interminabile di ruoli e successi che culminano con l’accattivante interpretazione in Provaci ancora Prof, grazie alla quale si conferma interprete popolare e amatissima dal pubblico televisivo. Nel 2015 ha diretto il film Né Giulietta, né Romeo con al centro la tematica legata alla omosessualità. Da quest’anno è anche conduttrice del programma in onda su Rai3 Amore Criminale. Negli ultimi tempi è accesa una vivace polemica, che non ha mancato di attrarre l’attenzione degli amanti del gossip, tra l’attrice e il giornalista Sandro Mayer riguardo a una intervista uscita sulla rivista Di Più da lui diretta, in cui secondo la Pivetti sarebbero state fatte solo illazioni sul suo rapporto con un’amica.

A teatro con Viktor und ViktoriaIn questi giorni l’attrice meneghina è in tournee con Viktor und Viktoria, vestendo i duplici panni dell’artista berlinese resa famosa alle platee del mondo grazie al film con Julie Andrews. La pièce, ispirata alla pellicola originale del 1933, è tratta dalla versione teatrale di Giovanna Gra ed è adesso diretta da Emanuele Gamba. Ad affiancare la protagonista, gli attori Giorgio Lupano e Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci e Nicola Sorrenti. Siamo nella Belino degli Anni Trenta, una città che narcotizza negli eccessi le miserie della repubblica di Weimar. In questa situazione critica si muove l’attrice di provincia Susanne Weber: imperativo categorico è sbarcare il lunario. Quindi Susanne non si arrende alle ristrettezze ma anzi arriva a inventare per il suo pubblico l’ambiguo Viktor und Viktoria riscuotendo trionfale successo nei teatri di tutta Europa.

 

 

Quanto la diverte interpretare questo duplice ruolo?
«Moltissimo: la reputo una esperienza nuova e interessante. Ho fatto nella mia carriera la befana, la guitta e perfino la morte. Adesso racconto la capacità  di cambiare più volte identità sul palcoscenico, in mezzo a tutte le interferenze dell’esistenza che costringono a mettersi in gioco imponendo metamorfosi esistenziali».

Ci sono analogie  tra il film con la Andrews e questa versione teatrale?
«Il nostro è piuttosto il recupero del film originale del 33 ambientato  in un’epoca fertile, interessante ma contrastata: quindi è una commedia divertente. sì, ma su cui calano spesso delle ombre».

È una storia che potrebbe ripetersi anche oggi?
«Lo pensiamo in tanti, perché i segnali ci sono tutti anche se spesso sottovalutati, ed è  invece un clamoroso errore del nostro tempo».

Prima regista e protagonista del film Né Giulietta né Romeo, ora interprete di Viktor und Viktoria: qual è la sua opinione sulla omosessualità?
«È un peccato che si debba ancora chiedere l’ opinione su questo tema e continuo a non capire il clamore su una faccenda simile: Sarebbe come porsi la domanda del perché qualcuno nasce biondo e un altro bruno… Non  è un caso quindi aver scelto che  il  mio spettacolo fosse  estremamente libero».

La polemica esplosa per la famosa intervista su Di Più rende più intrigante la parte di Susanne?
«Non ne so niente…Sul web circolano troppe cose, non sempre vere».

Dopo tanta televisione e cinema, adesso teatro…
«Mi piace tutto quel che faccio. Naturalmente il teatro è più elitario ma comporta un enorme impegno per me stavolta anche sul piano economico, visto che coproduco lo spettacolo».

Una confessione: quale personaggio non avrebbe mai voluto essere?
«A me va bene in ogni caso essere quella che sono, in scena una volta sola mi è stata affidata una particina ‘disgraziata’ ma per fortuna è un ricordo lontano».

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