La Juventus l’ha dimostrato
Con questo Zapata si va in Europa

Mai come in questo Santo Stefano, che ha visto la Serie A in campo dopo 47 anni, l’Atalanta è andata vicina a infrangere il tabù Juve. Resiste da 17 anni, poteva essere sfatato da una grande Dea che ha rischiato di infliggere ai Marziani la loro prima sconfitta in trasferta nel 2018, anno durante il quale i Campioni d’Italia fuori casa avevano sempre vinto e non subivano due gol dal 3 novembre scorso. Se è vero che tutti sono necessari e nessuno è indispensabile, Cristiano Ronaldo costituisce l’evidente eccezione alla regola: in dieci contro undici a causa dell’ineccepibile espulsione di Bentancur per doppia ammonizione, la capolista dei record è stata salvata dal guizzo del Fenomeno lusitano. Se pensate che, da cinque anni e otto mesi, Cristiano non partiva dalla panchina, avete un’idea di che cosa significhi e che cosa rappresenti il cinque volte Pallone d’Oro nell’economia del gioco bianconero e di quanto Allegri non possa fare a meno di lui.

Dall’altra parte, Gasperini si conferma l’incubo delle Grandi da quando allena l’Atalanta: tre vittorie sul Napoli, due sulla Roma, due sull’Inter, una sul Milan e per tre volte 2-2 a Bergamo contro la Juve. E tutto questo, nonostante lo scalognato autogol iniziale di Djimsiti, neutralizzato dalla grandezza di Duvan Zapata, a segno per la quinta partita consecutiva.

Il colombiano vive un autentico stato di grazia e conferma che, mai come per lui, quei 24 milioni di euro spesi da Percassi siano stati spesi benissimo. Con questo Zapata, conquistare un posto in Europa è più che mai possibile. La bagarre è senza freni, l’ottimo girone d’andata della Dea si chiuderà il 29 a Reggio Emilia contro il Sassuolo, un’altra splendida realtà del campionato. Ma il pareggio con la Juve schiacciasassi l’ha dimostrato: questa Atalanta continui a pensare in grande perché è una grande squadra.

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