La posta degli amori sfigati
È così buono il frutto proibito?

Cara Alba,
Premetto che non firmerò questa lettera con il mio nome. E so già che qualcuno penserà che sia tutta una cosa inventata. Anche perché, effettivamente, è strano che uno con una storia come la mia decida di raccontarla. Il motivo, in realtà, è molto semplice: il silenzio mi logora. L’impossibilità di parlare con qualcuno mi manda ai pazzi. Eppure, come posso raccontare a qualcuno che sto perdendo la testa per mia cognata? Come spiegare che il confine tra l’impensabile e il reale sia ormai a un passo da me? Da un lato mia moglie, la donna a cui otto anni fa ho giurato amore eterno; dall’altro mio fratello, che il destino ha voluto rendere una delle persone a me più care; di fronte lei, la moglie di lui, mia cognata, così bella da non capire più niente, un frutto proibito che aspetta solo, che mi chiede, di essere colto. La odio quando mi guarda e mi sorride di nascosto, e allo stesso tempo vorrei solo stringerla a me, prenderla e scappare chissà dove. Ho 40 anni, ma mi pare di averne 16. Sono una merda, ma mi sembra impossibile non esserlo. Il confine, dicevo. Dove sta quel confine? L’ho già superato?
Raffaello

Caro Raffaello,
Il confine tra impensabile e realtà non esiste. C’è la realtà e c’è quello che vorresti fare. Quando questi due concetti si incontrano, ecco la felicità. E questi due concetti, si sa, si incontrano raramente, altrimenti non esisterebbero i desideri. La maledizione del peccato originale, nessuna novità. Il tuo caso è ancora peggiore. C’è in gioco tutto. Forse stai solo immaginando. Rischieresti davvero, per una fantasia, tutto il buono della tua vita? La tua famiglia, il piccolo mondo, la cosa più nobile che un uomo possa creare. Tuo fratello tradito, preso in giro. Le domande però, una volta, voglio farle io. E se questa donna non fosse tua cognata? Se volerla non portasse con sé questo carico di risvolti drammatici, vorresti proprio lei? Se non scandalizzasse i benpensanti, i malpensanti, i suoceri, i figli, i genitori, il fratello, la moglie, la stessa cognata, sarebbe uguale? L’amore è una storia che ci raccontiamo e così lo viviamo. Sei come un uomo sul burrone, sedotto dal fatto che, se solo volesse, con un passo in avanti potrebbe precipitare nel vuoto. La vertigine esilarante e terribile di poter disporre dell’esistenza con un gesto. Puoi farlo. Una parola basterebbe. Ma il burrone è il burrone e il frutto proibito, una volta raccolto, è uguale a quello che vendono al supermercato. Solo che l’avevano messo un po’ più in alto.

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