La posta degli amori sfigati
Il finale a volte lo leggi, altre lo scrivi

Cara Alba,
Ho quasi 40 anni e sono consapevole di essere il prototipo di persona che, volgarmente, viene definita “uno sfigato”. Bello non sono mai stato, particolarmente brillante nemmeno. Forse neppure simpatico; un po’ sì, ma son troppo timido perché le persone se ne accorgano. Nessun vittimismo eh, mi sono abituato presto a questa mia condizione sociale. Fortunatamente, tra i tanti difetti, non ho quello dell’autocommiserazione. Ma sono realista, questo sì. Ed è per questo che ho paura. Da circa un anno sto insieme a una ragazza più giovane di quasi dieci anni, moldava. Stiamo davvero bene insieme, con lei mi sento libero di essere ciò che non sono mai stato con nessun altro: me stesso. Eppure… Mi vergogno a dirlo, ma temo che lei stia con me soltanto per tornaconto personale. È una pulce che un po’ di persone mi hanno messo nell’orecchio, una zanzara che gira e rigira attorno a me senza mai pungermi, ma togliendomi il sonno. La amo, davvero, ma questo timore mi sta bloccando. Mi chiedo: è la scarsa fiducia in me stesso a farmi tremare o davvero sono così stupido da non accorgermi di qualcosa che tutti gli altri, invece, vedono?
Antonio

Caro Antonio,
Parto dalla fine: tutti noi vediamo come se fossero scritti gli epiloghi disastrosi delle storie degli altri – che puntualmente, o in leggero ritardo a seconda dell’acutezza dei soggetti protagonisti della triste love story, si verificano – e non ci accorgiamo della triste love story a casa nostra. Puoi essere un adone o no, ma se la fregatura è in agguato, arriva comunque. Questo è universalmente riconosciuto, nonché empiricamente provato. Però esistono anche le profezie che si autoavverano, le storie che ci raccontiamo. Certo, amore e ambizione sono più correlati di quanto ci piaccia pensare, la conservazione del capitale nel nucleo familiare è un discorso più attuale del previsto, ma non porta a niente raccontarsi la storia della ragazza molto bionda e molto disposta a sistemarsi con poco. Il finale a volte lo leggi e a volte lo scrivi, e i passaggi salienti non sempre sono rivelatori. Te la faccio tragica, ma per intenderci: anche Lady D. aveva sposato il principe.

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