La posta degli amori sfigati
Pochi pensano alle conseguenze

Cara Alba,
Mi dicono tutti che son giovane, che ho tutto il tempo per rifarmi una vita. Sarà così, ma come la mettiamo con il dolore? Un dolore così grande che parte da dentro e arriva fuori. Sto a pezzi. Mia moglie, la donna che tre anni fa mi ha giurato amore eterno, mi ha tradito. Come in una commediola americana da quattro soldi, scopava col collega in ufficio. Lo sapevano tutti, tranne io. Bello, vero? Ma della dignità me ne frega poco. Mi interessa, piuttosto, capire come potrò davvero ripartire. Come posso essere stato così coglione da non arrivarci, da pensare che davvero la donna che molti mi dicevano essere una falsa e doppiogiochista fosse in realtà la donna giusta per me? Quella del “per sempre”, mi dicevo. E in effetti per sempre lo sarà, perché dubito che il dolore che provo adesso andrà mai via. Sarà la mia croce, la cicatrice che mi ricorderà eternamente quanto sono stato coglione. Davanti a tutto questo non c’è età che tenga, non sei d’accordo?
Filippo

Caro Filippo,
Un giorno il dolore sarà utile, dicono. Non dicono a cosa, non dicono a chi, non dicono quando. Non dicono cosa ce ne facciamo di questo dolore. È inutile dire che tutto questo è brutto, che nessuno si merita quello che ti è successo, che è inqualificabile il comportamento della donna che hai sposato giurando e spergiurando il per sempre. Perché lo fanno, se non ci credono? Lo fanno perché possono, lo fanno perché gli è concesso, lo fanno perché stanno male, lo fanno perché stanno bene, lo fanno perché si annoiano, lo fanno perché si divertono. Sono le persone con il cervello e il cuore collegato da un solo condotto ragionevole che pensano alle conseguenze delle loro azioni, a come gli altri possono sentirsi. Ma purtroppo siamo in pochi a ragionare collegando causa ed effetto. Per avere a cuore altri cuori bisogna avere l’animo di ragionare per due anche quando si ragiona per uno. Sarà esperienza, sarà prudenza, sarà tristezza. Solo, cerca di toglierti quell’espressione dalla faccia il prima possibile: gioia chiama gioia.