La posta degli amori sfigati
I sorrisi levigano soltanto il dolore

Cara Alba,
Mentre la gente ha trascorso questi giorni tra un fioretto e una foto sui social, io al 2019 non chiedo altro che qualcuno che mi voglia bene. Per fortuna il Natale e il Capodanno sono passati. Sono stati giorni pesanti, difficili da mandare giù. Li ho passati a casa con Mattia, mio figlio. È nato ad agosto, da solo. Io e lui, basta. Suo padre (anche se definirlo così mi pare eccessivo) non c’era allora e non c’è oggi. Lo ha riconosciuto per fortuna, ma è stato chiaro: io con lui e con te non voglio avere niente a che fare. Scappato, sparito. E così sono rimasta sola a crescere un bambino, io che a 27 anni so a malapena come si sta al mondo. Per lo stronzo avevo lasciato tutto: lavoro, città, amicizie. E così ora mi trovo da sola in un mondo che mi sembra nemico. Presto tornerò dai miei, che vivono lontani e che sotto Natale sono venuti a stare con me un po’. Regredisco nella fase della vita in cui tutti, invece, guardano avanti. Che tristezza. Per fortuna c’è Mattia. È ancora un bambolotto, ma spero che non abbia preso il mio carattere. Me lo immagino estroverso e socievole, pieno di amicizie. L’opposto di me insomma. Glielo auguro.
Sarah

Cara Sarah,
L’esperienza che stai vivendo non è sicuramente facile e spero che, «anche se chiamarlo padre è eccessivo», il papà di Mattia si metta al più presto a fare il suo dovere, in qualche modo. L’abbandono non è bello per nessuno; nessuno è veramente attrezzato a gestirlo, ogni equilibrio è fatto per essere rotto e l’asticella si alza sempre più, quando si tratta di dire addio. Quindi, tutto questo male, tutta questa insoddisfazione, passerà un giorno, a caso, quando fuori ci sarà il sole e il pensiero triste che adesso senti fisso in testa andrà in un posto della vita dove non potrai raggiungerlo. Ma quello che stride di quello che racconti e di come lo racconti è il collegamento tra quello che è successo e la tua indole – a tuo dire – poco socievole, non troppo allegra. Purtroppo, sarebbe bello se solo la parte di noi incline alla solitudine e alla tristezza fosse esposta a cattiverie o ingiustizie di vario genere. Basterebbe prevenire il tutto con un sorriso, grasse risate scaccia guai, amicizie protettive, garanti di tempi a venire solo buoni, nastro adesivo bloccante per chi può andarsene e non lo farà. Tutte queste belle, bellissime cose, cara Sarah, sono solo la cura. Vengono dopo il dolore a levigarlo, vengono dentro le nostre ore nere a fare un po’ di luce, a scardinare il silenzio con la musica. Spero che Mattia cresca con le risate nelle orecchie. E anche tu.

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