La posta degli amori sfigati
Tutti poniamo condizioni all’amore

Cara Alba,
L’amore è cieco, ma chi ama noi non lo è purtroppo. E lo dimostra la mia storia. Ho 26 anni e da un anno e mezzo sto insieme a un uomo più grande di me di dieci anni. Dopo molte riflessioni, ormai circa sette mesi fa l’ho presentato ai miei, sapendo che non sarebbe stato facile. Perché la persona che amo ha un passato complicato e un presente “disordinato”. Ha fatto degli errori e ha pagato il suo prezzo con la giustizia. Decisamente più caro, invece, quello che sta continuando a pagare per il suo passato da tossicodipendente. L’ho incontrato proprio in una comunità dove facevo volontariato. Sono riuscita ad andare oltre la corazza che indossa davanti a chiunque non conosca e ho scoperto che persona fantastica sia. Purtroppo mio padre non riesce a fare lo stesso. Mia madre, nonostante tutto, mi capisce; lui no, invece. Non lo accetta, non fa altro che darmi contro, che chiedermi (è arrivato addirittura a supplicarmi) di lasciarlo. Vederlo così distrutto da questo mio amore mi fa un male che è difficile spiegare. E, in questo dolore, mi chiedo se è lui che proprio non riesce a capirmi o se sono io che mi sono davvero scelta un amore sbagliato…
Ilaria

Cara Ilaria,
«Essere amati per quello che siamo, è possibile?» è la domanda sottintesa a tutte quelle alle quali provo a rispondere. Dopo un po’ di risposte, la conclusione alla quale sono giunta è che sì, è possibile, ma non c’è un modo. Amare è il modo. E poco importa che questo amore sincero e diretto al nucleo più nascosto e complesso del nostro essere lo chiediamo ai nostri genitori, ai nostri amici, al nostro compagno. In un modo o nell’altro, ci vengono poste delle condizioni, le evitiamo a tutti i costi, ma noi stesse le imponiamo. La tua situazione è difficile, Ilaria. Vedere una figlia farsi carico di problemi così grandi, scegliere un compagno che ha tutta l’aria di avere pesanti fardelli e problemi da affrontare non può essere facile per un genitore. Sono sicura che in coscienza lo sai. Ma non è anche questa una contropartita? Per amare me, caro papà, devi amare lui. Sofferenza con sofferenza e ricatto con ricatto. Come ti dicevo, la soluzione non c’è. «Ci sono tanti modi di amare quanti sono i cuori», diceva Tolstoj. Solo voler bene ai tuoi genitori nonostante il loro dolore, o forse proprio per il loro dolore, può aprire una strada. Raramente amando si sbaglia. E se si sbaglia, non è amore.

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