È tutto meravigliosamente vero
La Dea è una cosa straordinaria

«Come avete fatto ad andare in Champions League?», gli chiedono mentre la festa impazza sul terreno del Mapei e risuona l’inno della Champions League. «Come abbiamo fatto negli ultimi due anni: giocando a calcio». Al Papu Gomez bastano dieci semplici parole per spiegare questa Atalanta che entra trionfalmente nella storia. Altro che miracolo, come dicono quelli che della Dea sanno poco o nulla e in questi tre anni evidentemente stavano su Marte. Quarta nel 2017; settima nel 2018; terza nel 2019 con 103 gol segnati in 49 partite giocate, 26 punti recuperati, in rimonta 63 gol su azione, la qualificazione alla Champions League che sta facendo impazzire Bergamo e i bergamaschi e che Bergamo e i bergamaschi non dimenticheranno mai. Campassero cent’anni.

Nella vittoria in rimonta sul Sassuolo c’è tutta l’Atalanta di Gasperini, c’è tutta la forza straordinaria di un gruppo straordinario, sostenuto da tifosi straordinari. E questi aggettivi risuonino forti e chiari in una notte pazzesca. C’è, soprattutto, la cultura del lavoro che affonda le sue radici in una terra abituata a lavorare sodo in quanto consapevole che, soltanto lavorando sodo, si ottengono risultati come questi. Altro che miracolo, prodigio o congiuntura astrale, come alcune stereotipate e riduttive formulette paragiornalistiche cercano affannosamente di spiegare al colto e all’inclita.

BergamoPost l’ha scritto e riscritto in questi tre anni senza fiato: il Modello Atalanta è un modello che il calcio italiano deve prendere ad esempio. Per i risultati, per l’organizzazione societaria, per la programmazione, per l’acquisto dello stadio, per un centro sportivo di eccellenza europea. E tutto sorretto da una tifoseria eccezionale, di una Curva unica e unita nel nome del Bocia, la cui maturità e la cui passione sono incredibili e non soltanto per gli esodi di massa che certamente si ripeteranno nella prossima stagione in Champions League. Ci vorrà qualche giorno per realizzare il senso compiuto di questa impresa che gli atalantini raccontano e racconteranno ai loro figli e ai figli dei loro figli. È tutto meraviglioso. È tutto meravigliosamente vero.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.